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(Jamma) Oggi alla Corte di Giustizia Europea si è svolta l’udienza relativa alla questione pregiudiziale comunitaria sollevata dal Consiglio di Stato sul decreto interdirigenziale in materia di concessioni e riferita alla società Glabal Starnet. La società presentò infatti ricorso per l’annullamento della sentenza con la quale il TAR per il Lazio aveva accolto in parte il suo ricorso instaurativo del giudizio. I ricorsi erano stati proposti:

– il primo, per ottenere, tra l’altro, l’annullamento del decreto interdirigenziale del Direttore dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) 28 giugno 2011, recante la determinazione dei requisiti delle società concessionarie del gioco pubblico non a distanza e degli amministratori delle stesse; inoltre, viene richiesto un risarcimento del danno, quantificato in Euro 500 milioni, riferito al mantenimento della concessione;

– il secondo, per ottenere, tra l’altro, l’annullamento del bando di gara per l’affidamento in concessione della realizzazione e conduzione della rete per la gestione telematica del gioco lecito, mediante apparecchi da divertimento e intrattenimento.

Il provvedimento in questione ha introdotto una serie di rigidi requisiti di solidità economica e trasparenza societaria, i giudici di Palazzo Spada chiedono in pratica se questi parametri potessero essere imposti anche ai soggetti che già avevano stipulato la concessione, dal momento che questo cambiamento ha inciso profondamente sulle condizioni economiche del rapporto.

La Consulta, già nel marzo 2015, aveva dichiarato non fondata la questione. Nel caso delle concessioni sui giochi, scrivevano i giudici costituzionali, “è dunque connaturale l’imposizione di penetranti limitazioni della libertà di iniziativa economica”, visti i “profili di delicatezza del tutto particolari, connessi alla rischiosità e ai pericoli propri della peculiare attività economica soggetta al regime di concessione”.

Oggi, per l’appunto, è prevista la trattazione orale davanti al collegio giudicante e all’avvocato generale. Da qui a qualche settimana, come prevede la procedura, e sempre in udienza pubblica, l’avvocato generale presenta le proprie conclusioni alla Corte di giustizia.

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