Il ricorrente aveva chiesto al Tar l’annullamento del decreto con cui il Questore della provincia di Bari ha ordinato l’immediata cessazione dell’attività di organizzazione, accettazione, raccolta, anche per via telefonica o telematica, di scommesse di qualsiasi genere in quanto esercitata senza la prescritta licenza di cui all’art. 88 TULPS e senza aver provveduto alla comunicazione di cui all’art. 1, comma 644, della legge n. 190 del 2014.

Il ricorrente aveva detto di svolgere l’attività di promozione, pubblicizzazione e diffusione dei giochi pubblici a distanza per conto di un operatore titolare della concessione per il gioco a distanza rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Non svolgendo attività di raccolta di scommesse su rete fisica, in quanto “sportello virtuale” per conto della società estera innanzi indicata, riteneva le norme ritenute violate dalla Questura non sarebbero applicabili, con conseguente illegittimità del provvedimento impugnato.

Per il Tar un esercizio come quello del ricorrente, che ha avviato la sua attività non prima di giugno 2017 , non possa rientrare a nessun titolo nell’ambito di applicazione della disciplina dei commi 643 e 644 dell’art. 1 della legge n. 190/2014, ma sia soggetto all’ordinario regime della autorizzazione di polizia.

Neanche è possibile invocare in senso contrario l’inciso “nonché a quelli attivi successivamente alla data del 30 ottobre 2014” contenuto nel comma 926 della legge di stabilità per l’anno 2016, che “in coerenza con la logica di sanatoria di situazioni pregresse e con la sistematica del complesso normativo in esame, ……dovrà essere inteso come riferito esclusivamente ai casi di successiva decadenza della regolarizzazione ex comma 643 dell’art. 1 della legge n. 190 del 2014, e ai casi di subingresso e cessione dell’attività, ipotesi già in tal senso contemplata dal comma 644”( Cons. St. parere n. 1279 cit.).

Una volta accertata, quindi, da parte dell’Autorità amministrativa, la carenza in capo al ricorrente di licenza ex art. 88 TULPS in quanto titolare di impresa estranea al regime, temporaneo e derogatorio, di cui ai commi 643 e 644 della legge n. 190/2014, correttamente il questore ha fatto uso dei poteri di chiusura dell’esercizio commerciale, non risultando neanche trasmessi i dati anagrafici ai sensi del comma 644, da considerare comunque non equipollenti né sostitutivi della licenza.

Inconferente è, pertanto, il richiamo operato alla circolare del Ministero dell’interno del 19/1/2015, applicabile unicamente ai controlli sui soggetti sottoposti alla procedura di regolarizzazione, che non ha autorizzato alcuna nuova apertura di esercizi o punti di raccolta che non fossero attivi alla data del 30 ottobre 2014.

Per altro va precisato che la concessione dell’operatore in oggetto è stata sospesa dall’ADM con una determinazione dell’aprile scorso.

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