Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) La Quinta Sezione del Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di un esercente contro la disciplina comunale degli orari di esercizio delle sale giochi e degli orari di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro. 

Per i giudici “il gravame appare sprovvisto del requisito del fumus boni juris alla luce della pronuncia della Corte costituzionale 18 luglio 2014, n. 220, con riguardo alla individuazione dei poteri esercitabili dal Sindaco ai sensi dell’art. 50, comma 7, del d.lgs. n. 267 del 2000 e della giurisprudenza di questo Consiglio (cfr. ex multis, Cons. St., Sez. V, 20 ottobre 2015, n. 4794). Rilevato che nel contemperamento degli interessi in gioco è prevalente quello alla tutela della salute pubblica, sicché difetta anche il periculum in mora”.

Commenta su Facebook