Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro Comune di Modena per l’annullamento previa sospensione della deliberazione della Giunta comunale di Modena n. 272 del 6 giugno 2018, avente ad oggetto “L.R. 5/2013 e del. g. reg n. 831/2017 – individuazione incompatibilità sale gioco e sale scommesse”, con relativo allegato; determinazione a firma del Dirigente Responsabile del Settore Polizia Municipale e Politiche per la Legalità e le Sicurezze del Comune di Modena n. 360 del 9 marzo 2018, avente ad oggetto “Prevenzione del gioco d’azzardo: aggiornamenti mappatura luoghi sensibili presenti sul territorio comunale ai sensi della legge regionale n°5/2013 succ.mod. e la deliberazione di Giunta regionale n° 831/2017”, con relativo allegato; deliberazione della Giunta comunale di Modena n. 706 del 13 dicembre 2017, avente ad oggetto “prevenzione del gioco d’azzardo: mappatura luoghi sensibili ai sensi della legge regionale n. 5/2013 e successive modifiche e integrazioni”, con relativi allegati; deliberazione della Giunta Regionale dell’Emilia Romagna n. 831/2017, avente ad oggetto “Modalità applicative del divieto alle sale da gioco e alle sale scommesse e alla nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito”, con relativi allegati; ogni altro atto ad essi presupposto e conseguente, ancorché incognito, ivi compresa la comunicazione del SUAP del Comune di Modena, recante “LR n. 5/2013 e DGRER n. 831/2017 – Mappatura luoghi sensibili e individuazione incompatibilità sale gioco e sale scommesse – Esercizio sito a Modena in (…), con relativi allegati.

“Rilevato che – ad avviso del Collegio- il ricorso ed i motivi aggiunti non sono fondati in relazione al complesso delle censure in esso delineate e che non è comprovata documentalmente l’esistenza effettiva di un pregiudizio grave ed irreparabile;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna (Sezione Seconda),

Rigetta l’istanza cautelare e condanna la società ricorrente al pagamento degli onorari del giudizio cautelare a favore dell’Amministrazione resistente, che liquida in Euro duemila/00, oltre ad accessori di legge”.