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Il Tar Piemonte ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro il Comune di Manta (CN) da una ditta in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento del Comune con il quale è stata ordinata la chiusura degli apparecchi da gioco, installati e presenti presso i locali mediante l’apposizione dei sigilli; del regolamento comunale approvato “Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico”.

Per il Tar “considerato che appare dubbio l’attuale interesse ad agire dei ricorrenti, alla luce degli effetti conseguenti alla sentenza del TAR Lazio, sez. II, n. 6833 del 18 giugno 2018; che in ogni caso le censure formulate nel ricorso appaiono efficacemente contrastate dalla difesa del Comune, con particolare riferimento: a) all’applicabilità anche alla sala oggetto di causa delle disposizioni di cui si discute; b) alla misurazione della distanza tra la sala in questione e la casa di riposo (…); che, d’altra parte, non appare sussistente il profilo del “pregiudizio grave e irreparabile” tenuto conto che nella domanda cautelare si fa riferimento a “un incasso giornaliero di non più di 100 euro”; rilevato che, ai fini del merito, occorre provvedere alla regolarizzazione dei seguenti atti: la procura alle liti rilasciata dal Comune di Manta al proprio difensore risulta priva dell’attestazione di conformità prescritta dall’art. 136 comma 2bis c.p.a.; ai sensi del comma 2 dell’art. 44 c.p.a., viene assegnato alla parte resistente il termine perentorio di 20 giorni – decorrente dalla comunicazione della presente ordinanza – per provvedere alla regolarizzazione. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Seconda) respinge la domanda incidentale di sospensione del provvedimento impugnato”.

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