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Il Consiglio di Stato ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro Comune di Lecce, Questura di Lecce e Ministero dell’Interno in cui si chiedeva la riforma dell’ordinanza del Tar Puglia con cui era stata confermata la chiusura di un locale adibito a sala giochi.

Per il Consiglio di Stato “il locale adibito a sala giochi risulta ubicato a meno d 500 metri da luoghi sensibili; non è applicabile la normativa transitoria di cui alla L.R. n. 43 del 2013 poiché le licenze sono state rilasciate successivamente all’entrata in vigore della detta normativa; nel bilanciamento degli interessi coinvolti nella vicenda appare prevalente quello pubblico a contrastare i fenomeni di ludopatia. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), respinge l’appello. Condanna l’appellante al pagamento delle spese processuali della presente fase cautelare in favore del Comune appellato liquidandole in complessivi € 1.000,00 (mille), oltre accessori di legge”.

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