tribunale
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Il Tar Puglia ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro Comune di Gioia del Colle e Questura di Bari in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della “Determinazione del Responsabile del Settore” ufficio SUAP avente ad oggetto “Cessazione dell’attività di gioco mediante apparecchi VLT ex art.110, comma 6, lett. B TULPS”; della comunicazione avente ad oggetto: “Cessazione dell’attività di negozio di vendita di gioco sportivo” ex art. 38, comma 2, DL 223/2006”; nonché, per quanto occorre possa, del regolamento comunale delle sale da gioco.

Per il Tar “Considerato che il ricorso non appare assistito da fumus di fondatezza in quanto: indipendentemente dal criterio di misurazione prescelto per la verifica delle distanze dai luoghi sensibili, la nota dell’Amministrazione del 4 luglio 2018, nella parte in cui attesta la distanza dell’esercizio gestito dalla ricorrente dai luoghi sensibili, ha valore fidefaciente poiché formata da p.u.- il Comandante del Corpo di Polizia Locale – nell’esercizio delle sue funzioni; considerato, altresì, che, in base a quanto disposto dall’art. 8 TULPS le autorizzazioni di p.s sono personali e non possono essere trasmesse, il che significa che la licenza rilasciata a colui che subentra nell’esercizio della medesima attività da svolgere nello stesso luogo fisico va considerata “nuova licenza”; considerato che, alla stregua di quanto sopra evidenziato, l’autorizzazione di p.s. rilasciata alla odierna ricorrente in data 5 luglio 2016 ricade nello spazio di applicazione della legge regionale 43 del 2013, con conseguente operatività, nei riguardi della ricorrente, delle distanze dai cd siti sensibili; considerato che anche la mancata individuazione dei luoghi sensibili da parte del Comune non ha ricadute in termini di illegittimità dei provvedimenti impugnati in quanto il Comune può eventualmente ampliare, alla stregua del Regolamento di settore, il catalogo dei luoghi da sottoporre a particolare tutela in vista della prevenzione e del contrasto al GAP; rilevata la manifesta infondatezza della q.l.c. in quanto la Regione ha esercitato correttamente la propria potestà legislativa in una materia come quella del contrasto alla ludopatia, da ricondurre nell’alveo più generalizzato della tutela della salute, ex art. 117, senza potersi ravvisare alcuna invasione di campo in ambiti riservati alla legislazione statale; il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Terza), respinge la suindicata domanda cautelare. Compensa le spese della presente fase cautelare”.

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