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(Jamma) Per l’Avvocato Generale della Corte Eu Szpunar l’Ungheria ha imposto una restrizione ingiustificata ad un operatore transfrontaliero con licenza nell’UE che non ha potuto ottenere una licenza perchè il bando di gara risulta poco chiaro, poco trasparente. L’Ungheria, di fatto, ha violato in tal modo la libera prestazione dei servizi garantiti dalla Art 56 del TFUE.Il parere dell’Avvocato Generale si riferisce ad una richiesta di pronuncia del Tribunale Amministrativo e del Lavoro di Budapest nella quale si chiede appunto se l’Ungheria abbia  violato la libera prestazione di servizi (articolo 56 TFUE) nell’ imporre sanzioni amministrative pecuniarie nei confronti di un operatore UE autorizzato e regolamentato.

Secondo Szpunar:

  • Le autorità ungheresi non hanno invocato alcun motivo di giustificazione [per le restrizioni discriminatorie], non fornendo alcuna prova in merito alla loro possibile proporzionalità ” .
  • Le autorità pubbliche che concludono contratti di concessione sono tenuti a rispettare le regole fondamentali del trattato, tra cui i principi di parità di trattamento e di non discriminazione in base alla nazionalità e con il conseguente obbligo di trasparenza. [Quest’ultimo] è stato pensato essenzialmente per assicurare che qualsiasi operatore interessato possa decidere di partecipare alla gara per i contratti sulla base di tutte le informazioni pertinenti e per assicurare l’eliminazione di qualsiasi rischio di favoritismo e arbitrarietà da parte delle autorità abilitanti ”.
  • La situazione giuridica è alquanto incerta a causa di un quadro regolamentare che cambia (…). V’è, in altre parole, un problema serio di trasparenza in un certo numero di aspetti”. (…)
  • La Corte ha costantemente affermato che, qualora un sistema restrittivo è stato stabilito per i giochi d’azzardo e che il sistema è incompatibile con l’articolo 56 del TFUE, una violazione del sistema da parte di un operatore economico non può dar luogo a sanzioni . Questo vale, in contrasto con la vista del governo ungherese, sia per penale  e, come nel caso in questione, per le sanzioni amministrative

 

 

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