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IL DIFENSORE (AVV.RIPAMONTI PRESENTE A ENADA) PARLA ANCHE DI PECULATO

 

 

(Jamma) – La Corte d’Appello Civile di Firenze, con sentenza depositata il 16 marzo 2017, interviene sulla materia delle responsabilità tra i soggetti della filiera nella raccolta di gioco delle “comma 6”, accogliendo l’appello di un gestore, assistito dall’avv.Marco Ripamonti con Studio in Viterbo e Firenze, presentato avverso la sentenza di primo grado resa dal Tribunale di Prato, che invece aveva confermato l’ordinanza ingiunzione dei Monopoli.
La vicenda scaturisce da un sequestro amministrativo del 2007 disposto su una Royal Slot che non trasmetteva i dati di gioco alla rete telematica. Avverso il verbale di violazione amministrativa, il gestore proponeva memoria difensiva affermando di non avere ricevuto alcuna vera e propria comunicazione di blocco da parte del concessionario e di avere, comunque, continuato a versare il PREU in misura forfetaria, attribuendo in tal modo la responsabilità al concessionario, da considerare unico soggetto garante del gioco lecito e del corretto collegamento in rete degli apparecchi.
Il Tribunale respingeva l’opposizione, affermando come la nota del concessionario, trasmessa al gestore il giorno prima del sequestro, facesse riferimento alla irregolarità dell’apparecchio poichè “non conforme al gioco lecito”. Il Tribunale, quindi, affermava come il gestore dovesse considerarsi responsabile avendo tenuto in esercizio un apparecchio non conforme alla normativa, anzichè porlo in magazzino, e ciò anche a prescindere da possibili inadempienze del concessionario.
Il giudizio d’appello ha avuto altro epilogo (v.link dell’estratto della sentenza).
La Corte d’Appello ha, infatti, rilevato come fosse insufficiente ai fini della comunicazione di blocco il riferimento a presunta non conformità del gioco alla normativa, essendo tale contenuto diverso rispetto alla comunicazione, mai inviata, circa la anomalia rappresentata dalla carenza del collegamento in rete. Quanto al versamento dell’importo residuo in base a criteri forfetari la Corte ha affermato di non condividere l’assunto del tribunale sul tema. Il tribunale, infatti, da tale elemento aveva fatto discendere una sorta di presunzione di colpevolezza del gestore, inevitabilmente consapevole della anomalia del collegamento in rete, evidenziata proprio dalla esigenza di versamento a forfait. La Corte, invece, in accoglimento delle tesi della difesa, ha affermato che senza una procedura di blocco il gestore non possa sospendere di propria iniziativa la raccolta di gioco, anche in quei casi in cui sia tenuto a versare l’importo a forfait, come del resto il contratto prevede.
La Corte d’Appello ha così annullato l’ordinanza ingiunzione, condannando AAMS a restituire l’apparecchio e a pagare le spese di causa di primo e secondo grado di giudizio.
L’avv.Marco Ripamonti, presente ad Enada come ormai da anni, ha così commentato: “La Sentenza è certamente rilevante, perchè sintentizzando possiamo affermare come la Corte d’Appello, sul punto, abbia affermato come la comunicazione di blocco debba sempre essere precisa ed inequivocabile, non essendo a tal fine sufficiente fare riferimento alla irregolarità generica del congegno, affermando anche come a tal fine sia peraltro irrilevante che il gestore possa presumere problemi di connettività dalla circostanza del pagamento del PREU a forfait. Vi è un passo della Sentenza molto significativo e che, sulla base del capitolato tecnico per l’affidamento in concessione, va a rimarcare come il concessionario sia l’effettivo soggetto contrattualmente vincolato verso l’Amministrazione a garantire il corretto collegamento in rete degli apparecchi e versamento del PREU. Passo molto rilevante e che può aprire importanti spunti di ragionamento anche in sede penale in materia di peculato e sussistenza, o meno, per tale fattispecie, di responsabilità penale del gestore. Situazioni, queste, piuttosto diffuse e di cui mi sto occupando. Quanto ad Enada, sono ormai vent’anni che, se libero da impegni processuali, partecipo volentieri a questa importante manifestazione, che offre sempre importanti argomenti di riflessione anche a chi applica il Diritto alla materia del gaming e scommesse, o non solo agli operatori veri e propri“.

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