Il Consiglio di Stato ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da Easyworld contro Adm in cui si chiedeva la riforma della sentenza del Tar Lazio con cui era stata confermata l’interruzione del rapporto concessorio e il collegamento con il totalizzatore nazionale.

“Ritenuto che, pure nei limiti della sommaria cognizione propria della tutela cautelare, l’appello non appare fondato alla luce della giurisprudenza di questo Consiglio di Stato secondo cui l’esercizio del potere di autotutela amministrativa – qui in relazione all’istanza presentata dalla società appellante in data 8 marzo 2018 – costituisce espressione di un potere di merito, rispetto al quale non è configurabile un obbligo di provvedere, e non può di per sé riaprire il termine di impugnazione di atti precedentemente adottati dall’Amministrazione, dei quali l’istanza di autotutela chieda il ritiro, l’annullamento o la modifica (sez. V, 25 luglio 2015, n. 3964, e 27 agosto 2015, n. 4374); la domanda cautelare non appare dunque fondata e va perciò respinta;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) respinge l’istanza cautelare”.

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