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Il Consiglio di Stato ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro Comune di San Mauro Pascoli (FC) e Regione Emilia Romagna in cui si chiedeva la riforma dell’ordinanza del Tar Emilia Romagna con cui era stata confermata la chiusura di una sala giochi perchè troppo vicina a luoghi sensibili.

Per il Consiglio di Stato “ritenuto che, in questa fase cautelare, nella comparazione degli opposti interessi prevale quello di tutela della salute pubblica e di prevenzione della ludopatia, senza che possa assumere rilievo ostativo, a fronte della pregnanza degli interessi pubblici tutelati, la circostanza che, per rispettare la distanza dai luoghi sensibili, il ricorrente sia costretto a spostarsi in una zona periferica del territorio comunale;

Ritenuto, del resto, che, come già precisato da questa Sezione con l’ordinanza cautelare n. 3117 del 6 luglio 2018, l’ipotizzata inesistenza di spazi praticabili o appetibili per una diversa localizzazione della sala giochi di cui è stata ingiunta la chiusura perché ubicata a meno di 500 metri di distanza da luoghi sensibili non può condurre al paradosso della negazione del precetto di legge; ritenuto che sussistono i presupposti per compensare le spese del giudizio. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), respinge l’appello”.

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