tribunale
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(Jamma) – Il Tar Abruzzo ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro il Comune di San Giovanni Teatino (CH) in cui si chiedeva “l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza n. 28/2018 (n. prot. 9058 del 29 marzo 2018), del Comune di San Giovanni Teatino (CH) per l’esecuzione immediata della cessazione di attività di installazione di apparecchiature di cui all’art. 110 T.U.L.P.S..

“Il provvedimento impugnato ha carattere meramente confermativo, sotto il profilo delle censure qui esposte (cfr. pag. 4 del ricorso: “L’ordinanza n. 28/2018, alla pari dell’ordinanza n. 127/2017, in quanto meramente esecutiva della stessa, appare intrinsecamente viziata”), di un precedente ordinanza – impugnata con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, che non è stato trasposto in questa sede giurisdizionale – tuttora pienamente efficace (cfr. pag. 3 della memoria del 23 maggio 2018 di parte ricorrente: “il Ministero competente ancora non si pronuncia né sul Ricorso Straordinario proposto né sull’istanza cautelare proposta in via incidentale per il tramite dello stesso”); pertanto la decisione del ricorso straordinario appare allo stato pregiudiziale (cfr. T.A.R. Napoli sentenza 12 luglio 2011 n. 3736) e quindi non è possibile valutare la fondatezza della pretesa cautelare qui azionata, per mancanza di interesse; atteso che anche la sospensione dell’atto qui impugnato non farebbe venir meno l’obbligo di eseguire la precedente ordinanza gravata in sede straordinaria, avente lo stesso contenuto (cessazione immediata limitatamente dell’attività di installazione di apparecchi ex articolo 110 comma 6 tulps), e che non può essere sospesa nel presente giudizio né annullata in via di autotutela dall’Amministrazione (Consiglio di Stato sentenza 30 giugno 2003 n. 3896); Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo sezione staccata di Pescara (Sezione Prima), respinge l’istanza cautelare”.

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