Il Tar Emilia Romagna ha respinto – tramite decreto – il ricorso presentato contro il Comune di Modena in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento di cessazione definitiva attività di corner di gioco.

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Per il Tar: “Considerato come la richiesta di misure cautelari monocratiche e inaudita altera parte, fino alla prima camera di consiglio utile per l’esame cautelare collegiale e in contraddittorio, sia manifestamente priva del requisito del periculum in mora, consistendo in una richiesta di anteposizione dell’interesse privato economico della ricorrente, la cui attività imprenditoriale è ridotta e neppure cessata, all’interesse pubblico alla salute, in specie relativamente alla patologia della ludopatia; considerato che non emerge, prima facie, neppure il requisito del fumus boni iuris, né sotto il profilo del diritto interno né sotto quello del diritto comunitario, ricordato anche che la individuazione della necessità per gli stati nazionali di contrastare la ludopatia ha avuto impulso proprio dal diritto comunitario;

P.Q.M.

Respinge l’istanza cautelare monocratica.

Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 15 gennaio 2020”.