slot
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(Jamma) La Corte di Cassazione è chiamata ad esprimersi circa la natura del reato che si concretizza nelal cosidetta ‘doppia scheda’, sistema ideato per alterare il funzionamento e il monitoraggio delle slot.

I giudici della Sesta Sezione Penale evidenziano che ” il meccanismo individuato (che, si è detto, non sembra neanche potersi definire quale alterazione di un sistema informatico bensì occultamento di un nuovo sistema informatico nel contenitore dell’altro) realizza il tipico meccanismo della truffa: con un artifizio è stata creata una slot-machine per poter esercitare il gioco di azzardo in danno, fra l’altro, della pubblica amministrazione non venendo versato con tale meccanismo la quota di spettanza dell’ente del “prelievo erariale unico”. La frode non è realizzata in modo automatico, qual è la situazione sottesa all’articolo 640 ter cod. pen., ma con un classico sistema di occultamento della attività per indurre in errore l’autorità di polizia amministrativa deputata ai controlli specifici del settore (e l’ulteriormente tradizionale sistema di pagamento di un pubblico ufficiale compiacente).
L’alterazione della cosa (informatica) propria, quindi, non rileva perché si è violato un obbligo di non modifica delle sue caratteristiche ma semplicemente in quanto la sua trasformazione è l’artifizio per indurre in inganno (in questo caso i soggetti addetti ai controlli). Situazione tipica della truffa “comune”.
Leggi la sentenza a questo link
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