Legittimo il sequestro di apparecchiature collegate via web che consentono l’accesso a siti di scommesse e prive di regolare licenze. La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro di apparecchiature all’interno di un Internet Caffè “utilizzate per lo svolgimento dell’attività di intermediazione e scommesse perché i computer in sequestro erano stati trovati accesi e ed impostati sulle pagine di scommesse on line; che nell’esercizio commerciale erano stati rinvenuti numerosi scontrini di giocate”.

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