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(Jamma) L’obbligo di esporre la tabella dei giochi proibiti, vidimata dal questore, nella quale sono indicati, oltre ai giuochi d’azzardo, anche quelli che l’autorità stessa ritenga di vietare nel pubblico interesse, è previsto in tutte le sale da bigliardo o da giuoco e dove si possono giocare altri giochi leciti, ma non nella sede di una attività di gestione non aperta al pubblico. 

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione accogliendo il ricorso di un gestore condannato dal Tribunale di Trapani alla pena di 120,00 euro di ammenda in relazione “al reato di cui agli artt. 17, 110, comma 1 del r.d. 18 giugno 1931, n. 773, accertato in Erice in data 30/10/2012, per non avere osservato – nella sua qualità di titolare dell’omonima ditta individuale, in relazione alla quale era in possesso dell’autorizzazione “per l’esercizio dell’attività di distribuzione e gestione, anche indiretta, di apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici” – le prescrizioni dell’autorità amministrativa e precisamente quella di esporre la tabella dei giochi vietati, rilasciata dalla Questura di Trapani”.

Per i giudici “secondo quanto ritenuto dalla giurisprudenza di questa Corte, la terminologia “sale da biliardo o da gioco” va intesa in senso comune e cioè come luogo ove, oltre alle varie attività consentite, possa giocarsi anche al biliardo o ad altri giochi leciti e non già, in senso specifico, e cioè esercizio pubblico destinato esclusivamente allo svolgimento di quei giochi. Ne deriva che í due precetti – della esposizione della tabella e della visibilità della stessa nell’esercizio – vanno rispettati in tutti i pubblici esercizi autorizzati allo svolgimento dei giuochi (Sez. 1, n. 7448 del 28/05/1984, dep. 26/09/1984, Pettinotti, Rv. 165701; Sez. 3, n. 33821 del 14/06/2007, dep. 4/09/2007, Angeletti, Rv. 237538).  Nel caso di specie, tuttavia, secondo quanto riportato nella sentenza di condanna, il giudice di prime cure ha ritenuto di ravvisare gli estremi della fattispecie in contestazione nella mancata esposizione della tabella dei giochi vietati presso “il magazzino ove aveva sede” la ditta individuale di cui” l’imprenditore “era titolare, ovvero in un luogo che la stessa sentenza non ha indicato se fosse realmente aperto al pubblico o meno; posto che, ovviamente, nel secondo caso esso non avrebbe potuto certo ritenersi un “esercizio pubblico destinato esclusivamente allo svolgimento di giochi”, d’azzardo e non.

Infatti, secondo quanto posto in luce dallo stesso provvedimento impugnato, l’autorizzazione rilasciata dal Questore di Trapani in data 18/04/2007, avente ad oggetto l’esercizio di una “attività di distribuzione e di gestione, anche indiretta di apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici”, aveva espressamente previsto, quale condizione per il rilascio della predetta licenza, “il divieto di consentire l’accesso al pubblico nel predetto locale”
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