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(Jamma) ” Il giudice di merito è tenuto, nell’esercizio dei poteri riconosciutigli per legge nella fase dell’impugnazione cautelare, e dunque potendo sempre utilizzare ed apprezzare, oltre che la documentazione e gli accertamenti tecnici in atti, anche ulteriori elaborati tecnici sempre producibili dalle parti, a valutare la proporzionalità o meno della misura dell’art. 25 dello schema di convenzione del bando 2012 al fine di trarne le dovute conseguenze sulla concreta natura discriminatoria della clausola rispetto all’operatore straniero”. Così la III SEZ. Penale della Corte di Cassazione ha annulla l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli con la quale era stato confermato il decreto di sequestro preventivo emesso in data 22.9.2014 dal Giudice per le indagini preliminari dello stesso Ufficio, avente ad oggetto i locali e le attrezzaturedi un centro scommesse Stanleybet.

Per il giudice “sussiste, sul piano dei principi, il contrasto con gli art. 49 e 56 TFUE della clausola del bando 2012 che impone al concessionario di cedere a titolo non oneroso, all’atto della cessazione dell’attività, per scadenzadel termine della concessione, l’uso di beni materiali ed immateriali di proprietà che costituiscono la rete di gestione e di raccolta del gioco”.
“Con ordinanza del 7.4.2016 C- 210-214/14, Tornassi ed altri, la CGUE,
rispondendo al quesito formulato in via pregiudiziale proprio da questa Corte con
ordinanza del 5.2.2014, ha ribadito i principi già affermati nella sentenza del
28.1.2016, Laezza C- 375/14, pronunciata sul rinvio pregiudiziale del Tribunale
di Frosinone del 9.7.2014, ed ha precisato che “Gli articoli 49 TFUE e 56 TFUE
devono essere interpretati nel senso che ostano a una disposizione nazionale
restrittiva, come quella controversa nei procedimenti principali, la quale impone
al concessionario di giochi d’azzardo di cedere a titolo non oneroso, all’atto della
cessazione dell’attività per scadenza del termine della concessione, l’uso dei beni
materiali e immateriali di proprietà che costituiscono la rete di gestione e di
raccolta del gioco, qualora detta restrizione ecceda quanto è necessario al
conseguimento dell’obiettivo effettivamente perseguito da tale disposizione,
circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare”.
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