binetti
Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) – “Il Consiglio di Stato ha tenuto conto dei poteri esercitabili dal sindaco e ha rilevato che la tutela della salute pubblica è predominante rispetto ai guadagni delle attività commerciali.

Una verità quasi lapalissiana, trattandosi di un diritto di rango costituzionale. Ma se si tiene conto che lo Stato è il primo a dimenticarsene quando si tratta di far cassa con il gioco e sul gioco, la sentenza del Consiglio di Stato rivela un dignità e una coerenza tutt’altro che ovvie e scontate. A Bussolengo (VR) un tabaccaio è stato condannato al pagamento delle spese processuali, perché si era rivolto al Consiglio di Stato, dopo che il Tar del Veneto aveva già respinto la sua richiesta di sospensione dell’ordinanza del sindaco che limitava il gioco delle slot machine nei locali pubblici e che lui riteneva lesiva dei propri interessi economici. Il Consiglio di Stato ha confermato la piena legittimità del provvedimento emanato dall’amministrazione nel febbraio scorso.”

Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che continua: “I Sindaci quindi possono porre limiti al gioco e TAR e Consiglio di Stato sono d’accordo. Sembra che solo il MEF abbia qualcosa da ridire e non riesca a cogliere il senso con cui in Parlamento da anni tenta di legiferare in questa materia. Per chi non lo ricordasse è dal 26 giugno del 2014 che la Commissione Affari sociali ha approvato all’unanimità un ddl che non si riesce a calendarizzare; il decreto fiscale in materia di giochi è stato ritirato un anno fa e per l’attuale accordo Stato – Regioni in materia di giochi occorre attendere i risultati del prossimo referendum. Ma a Bussolengo ce l’hanno fatta, per cui congratulazioni al sindaco, mentre ci rassicura molto che TAR e Consiglio di Stato si sono trovati d’accordo senza se e senza ma”.

Commenta su Facebook