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(Jamma) – L’AGCAI ha appreso dai suoi associati che alcuni Concessionari stanno procedendo all’invio di lettere di recesso dal rapporto contrattuale invocando il contratto sottoscritto che prevede, per l’appunto il recesso senza giusta causa con preavviso di 6 mesi.

Detto evento sta procurando ai gestori destinatari di dette lettere preoccupazioni in merito alle sorti della propria attività aziendale, visto che lo scioglimento del contratto con conseguente restituzione al Concessionario dei relativi NOE, determinerà l’interruzione improvvisa della propria attività, a discapito della continuità dell’esercizio aziendale. Invero i Gestori, a causa del recesso ad nutum operato dai Concessionari, si troveranno senza Titolo autorizzatorio, all’interno di un mercato che vede l’accesso ai nuovi NOE sempre più limitato e restrittivo

L’AGCAI ha interpellato il proprio consulente legale avv. Massimiliano Ariano il quale dichiara quanto segue:
«La scelta di recedere, sebbene sia formalmente l’esercizio di un diritto di natura contrattuale, è suscettibile di essere vagliata dal Giudice nel caso in cui il relativo atto di recesso presenta il carattere dell’abuso del diritto, come statuito in una sentenza di Cassazione del 2009 intervenuta nella nota vicenda di alcuni ex concessionari della Renault che avevano impugnato il recesso loro comunicato dalla casa automobilistica, lamentandone l’irragionevolezza e l’illegittimità. Tra le modalità di scioglimento del contratto il recesso del Concessionario è quello che determina rilevanti sacrifici per il Gestore in quanto quest’ultimo sarà tenuto, in conseguenza di ciò, a restituire i NOE ed ad interrompere ex abrupto la propria attività, a discapito della continuità aziendale.

Invero il fine che il Concessionario intende conseguire attraverso lo scioglimento del contratto è di modificare l’assetto della propria filiera e a tale risultato si può pervenire anche attraverso modalità alternative al recesso come ad esempio mediante una risoluzione consensuale del contratto con subentro del nuovo concessionario (v. decreto direttoriale 23 aprile 2007 e circolare n.3 del 2007 AAMS), misura questa che assicura al gestore la continuità dell’attività aziendale immediata già al momento dello scioglimento.

Pertanto, a fronte della comunicazione di recesso da parte del Concessionario, il Gestore può opporre una non proporzionalità del mezzo usato per lo scioglimento del contratto visto che il recesso è avvento in assenza di una sua procedimentalizzazione (per es. attraverso la previsione di trattative, il riconoscimento di indennità ecc.) e ha inoltre determinato una sproporzione ingiustificata tra il beneficio del titolare del diritto di recesso ed il sacrifico cui è soggetto il Gestore. In casi come quello di specie il recesso è , non già il frutto dell’esercizio di un diritto, ma la conseguenza di un abuso di dipendenza economica (sanzionabile ai sensi dell’art 9 della L. 18 giugno 1998, n. 192) vista l’impossibilità per il gestore di reperire sul mercato, in tempi celeri, NOE sostitutivi al fine di garantire la propria continuità aziendale.

Il Gestore, laddove sussistano i presupposti dell’ABUSO DEL DIRITTO, potrà ottenere un provvedimento giurisdizionale di inibizione del recesso o il risarcimento per il suo abusivo esercizio. Inoltre è possibile presentare una denuncia all’Autorità garante della concorrenza e del mercato al fine di attivare un’indagine nei confronti dei Concessionari».

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