“Ciò che contrappone i vari soggetti coinvolti a vario titolo nella regolamentazione del gioco pubblico legale, quindi industria del gioco ma anche pubblica amministrazione e terzo settore, sono le misure e gli strumenti sino ad ora adottati per raggiungere l’obiettivo comune – evidenzia Andrea Strata, Direttore dell’Osservatorio Giochi, Legalità e Patologie dell’Eurispes con il suo intervento al workshop Codere ‘In nome della legalità 2.0’ in corso a Bologna. La misura del cosiddetto distanziometro ha creato accesi contrasti tra le diverse parti coinvolte. Eurispes, sulla validità di questo strumento, confortato dalle valutazioni della maggior parte degli esperti intervistati, esprime un netto scetticismo. Si tratta di una misura del tutto inadeguata e addirittura controproducente per il contrasto del disturbo da Gioco d’Azzardo Patologico, ma che impatta in maniera devastante sul livello occupazionale che l’industria del gioco genera. E’ fondamentale raggiungere gli obiettivi comuni diretti a contrastare la diffusione del GAP prescrivendo “medicine” adeguate, ma occorre anche raggiungere un punto di equilibrio con gli ulteriori interessi pubblici, salvaguardando, in particolare, la tenuta dei livelli occupazionali”.

“In vista di un prossimo approfondimento in merito ai fenomeni illeciti connessi al settore dei giochi con vincita in denaro, l’Osservatorio Eurispes ha già rilevato, nell’ambito delle proprie analisi, le criticità connesse alla contrazione drastica dell’offerta legale di gioco in termini di espansione e/o riespansione di sacche di illegalità – aggiunge Chiara Sambaldi, Direttore dell’Osservatorio Giochi, Legalità e Patologie dell’Eurispes. La tutela dell’ordine pubblico è una materia di competenza esclusiva dello Stato centrale ma le Regioni e i Comuni, nel disciplinare le misure di contrasto e prevenzione delle dipendenze da gioco a tutela della salute, non possono trascurare gli effetti che tali misure hanno o possono avere sul territorio e sul tessuto criminale. Anche nella pianificazione della distribuzione territoriale dell’offerta di gioco, come già segnalato nel 2016 dal Comitato sulle infiltrazioni nel gioco lecito e illecito della Commissione Antimafia, occorrerebbe attribuire la necessaria rilevanza a significativi indicatori di rischio, quali l’indice di presenza mafiosa, l’indice di organizzazione criminale e altri indici pertinenti. L’illecito in questo settore resta molto appetibile per gli scarsi rischi perché, come affermato dal procuratore della repubblica di Catania, le pene sono irrisorie rispetto alla gravità del problema”.

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