“Ludopatia, io non gioco, scommessa vincente!” è il tema del convegno promosso dal Consiglio regionale del Veneto a Belluno, sabato 17 novembre (ore 10) nella sala Bianchi di viale Giuseppe Fantuzzi 11: l’assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin e il direttore del dipartimento delle dipendenze dell’Ulss 1 Dolomiti, Alfio De Sandre, si confronteranno su obiettivi e strategie del piano regionale di prevenzione e cura del gioco patologico.

Al convegno, coordinato dal sindaco di Tambre Oscar Facchin, interverranno anche il direttore generale dell’Ulss 1 Dolomiti Adriano Rasi Caldogno, il senatore Paolo Saviane e il consigliere regionale Franco Gidoni, entrambi esponenti della Lega.

“I dati dell’agenzia del Monopolio evidenziano un continuo incremento dei volumi del gioco d’azzardo – segnala l’assessore Lanzarin -. II Veneto risulta essere la quinta regione in Italia, dopo Lombardia, Lazio Campania ed Emilia Romagna. Ma schizza al terzo posto per cifre giocate alle cosiddette ‘macchinette’, Awp (più semplici e a basse giocate) e Vlt (di nuova generazione e con possibilità di vincite più lucrose), preceduto solo dalle più popolose Lombardia e Lazio. I bellunesi, con 779 euro di giocate a testa – prosegue l’assessore – sono i meno propensi all’azzardo tra i veneti. Il gioco è una dimensione importante della vita, ma il vero gioco è sfida con se stessi e non è mai d’azzardo”.

L’assessore infine ricorda che in Veneto, dallo scorso anno, è attivo il piano regionale di prevenzione e contrasto al gioco di azzardo in collaborazione con Ulss, Serd e associazioni del territorio: un piano che stanzia 5,3 milioni di euro per campagne di sensibilizzazione, formazione degli operatori, interventi di cura ed esperienze di mutuo-auto-aiuto.

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