A distanza di un anno di pandemia relativa all’emergenza del Covid19, il settore del gaming ha subito sotto certi aspetti forti restrizioni, sotto altri aspetti quelli che possiamo definire dei “miglioramenti”.

JOKERMAN79 è un profondo conoscitore del settore del gaming e queste sono alcune sue considerazioni a riguardo.

“Il gioco, si sa, esiste da sempre e nel corso del tempo, soprattutto negli ultimi anni, si sa che l’offerta si è evoluta in maniera esponenziale, soprattutto online. Del resto io da anni sostengo che il futuro sia proprio questo. Indubbiamente è la stessa tecnologia ad essere in continua evoluzione e di conseguenza anche tutto ciò che ne deriva, proprio come l’online gaming. Da un anno a questa parte però, proprio per via degli ormai interminabili lockdown, il gioco online ha registrato una forte impennata in termini di volumi di giocate. Come se non bastasse, anche “lo stop” che da mesi ha fermato le sale da gioco e le AWP, ha di fatto ancora aumentato il gioco online, ma purtroppo anche l’offerta illegale. Con questo non voglio sostenere che va incentivato il mercato del gioco online piuttosto che quello terrestre, ma vorrei portare a riflettere sul fatto che esiste una intera filiera di lavoratori legata al gioco terrestre che vive in un’infinita, agonizzante, incertezza lavorativa, nonostante gli stessi esercenti/operatori (sale da gioco, sale scommesse, sale VLT), siano stati tra i primi ad “attrezzarsi” e ad adeguarsi a tutte le norme di sicurezza anti Covid 19 previste da protocolli.
 
In seconda battuta, ma non per importanza, va sottolineato che questa sorta di proibizionismo favorisce notevolmente il gioco illegale, quello che non è possibile controllare a tutela dei giocatori. Se poi a tutto questo aggiungo anche l’ormai nota e devastante legge Regionale del Piemonte che prevede una distanza di 300 metri (o 500 metri per comuni con più di 5.000 abitanti) tra il locale in cui sono installate le AWP ed una lunga serie di luoghi considerati “sensibili”, si può dedurre facilmente quale sia  l’impatto devastante sul settore a livello occupazionale.
 
Nonostante le due enormi problematiche qui sopra riportate, sembra sia davvero difficile trovare una soluzione “salomonica” a tutela non solo dei giocatori, ma anche degli stessi operatori di tutto il comparto del gioco legale. In conclusione la mia speranza è sicuramente quella in cui tutti noi possiamo uscire da questo momento di emergenza pandemica, ma anche che il gioco legale (terrestre e online), non lasci spazio al gioco illegale”.