ughi

“Gara scommesse, ci sarà? Secondo me no. Non so come potrebbe esserci. La bozza di gara è andata al Consiglio di Stato. Lo Stato non ci vuole mettere mano. L’unica gara che si può fare è quella prevista con 10mila negozi e 5mila corner, la possono fare finchè non viene fatta una nuova legge. Ma in realtà sarà impossibile perchè lo Stato italiano dice di non avere la gestione del territorio, che delega a Comuni e Regioni. Lo Stato italiano deve fare quindi delle leggi nazionali che stabiliscano quali sono i luoghi sensibili e i dettagli in merito e il giorno dopo fare la gara, prima non la potrà fare”. Lo ha detto Maurizio Ughi (Obiettivo 2016 e fondatore Snai), intervenendo al convegno “Pubblicità & Gambling: la scelta italiana. In che direzione va il mercato” a Enada Primavera.

“Non vedo differenze tra il Concessionario e lo Stato italiano, quest’ultimo vuole tutelare la salute del cittadino, anche il Concessionario ha interesse a combattere questa patologia. La regola sana è avere più clientela che gioca meno. Lo Stato vuole un mercato contingentato, al Concessionario va bene perchè ci sta dentro. Lo Stato vuole fare cassa, così come il Concessionario, uno per attività imprenditoriale uno per risorse erariali. A questo punto essendo tutti sulla stessa linea perchè non si arriva ad un codice dei giochi che permetta di stabilire una regolamentazione coerente? Forse c’è stata un’offerta eccessiva e va ridimensionata, anche il Concessionario è d’accordo, allora perchè non viene fatta questa regola? Forse perchè ci vogliono testa e coraggio e al Governo non sanno dove mettere le mani, noi probabilmente lo sapremmo ridimensionare, loro no.

Secondo me – ha concluso Ughi – non ci vogliono mettere nemmeno la faccia. La cosa più logica sarebbe che noi operatori del settore facessimo un passo avanti e noi stessi proponessimo un nuovo codice dei giochi, suggerire noi le regole per il futuro, perchè se nessuno lo fa lo Stato italiano non è in grado di farlo. Bisogna organizzare uno studio fatto tutti insieme per definire le regole di mercato e suggerirlo allo Stato affinchè questo possa adottare qualcosa fatto da esperti”.