Il Tar Toscana ha respinto – tramite sentenza – il ricorso presentato da una società contro il Ministero dell’Interno e il Comune di Siena in cui si chiedeva l’annullamento:

– del provvedimento prot. nr. 0028751 dell’8 giugno 2018 a firma del Questore della Provincia di Siena, notificato all’odierno ricorrente a mezzo PEC il 12 giugno 2018, con il quale si dispone il “rigetto” delle domande presentate ai sensi dell’art. 88 T.U.L.P.S. per l’esercizio di un negozio di gioco in Siena (…);

– di ogni altro atto e provvedimento ad esso presupposto e conseguente, ancorché incognito, ivi espressamente compresa la nota 30 marzo 2018 (prot. Gen. 012/A/D/2018) del Comune di Siena, nonché le successive note del medesimo Comune – in particolare, la nota a firma del Responsabile del S.U.A.P. datata 31 maggio 2018 prot. 47616/2018 del 1° giugno 2018 con allegata la nota prot. 18/A/2018 datata 8 maggio 2018 del locale Comando di P.M. (entrambe allo stato ignote) – dallo stesso provvedimento richiamate per relationem, nonché la condanna

– della Questura di Siena a rilasciare le autorizzazioni richieste in data 26 gennaio 2018 (prot. n. 0004213/2018) e 13 febbraio 2018 (prot. n. 0042441/2018) dal signor (…).

L’odierno ricorrente, legale rappresentante della società (…), ha chiesto al Comune di Siena un parere di fattibilità per il trasferimento di un locale adibito alla raccolta scommesse.

In data 8 luglio 2017 il Comando della Polizia Municipale si è dichiarato incompetente, essendo titolare di compiti di verifica e controllo, e ha invitato il ricorrente a rivolgersi ad un tecnico di fiducia. Il professionista incaricato ha escluso l’esistenza, nelle vicinanze, di luoghi sensibili come individuati all’art. 4, comma 1, della Legge della Regione Toscana 18 ottobre 2013, n. 57, nel testo all’epoca vigente. Il ricorrente ha quindi continuato la procedura e trasmesso, il 14 novembre 2017, allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di Siena la documentazione necessaria per eseguire i lavori di manutenzione atti ad adibire il locale a centro di scommesse per conto del concessionario dello Stato (…), e ha proceduto con l’inizio dei lavori.

In data 25 gennaio 2018 ha poi inoltrato al competente Comando dei Vigili del Fuoco la “S.C.I.A.” per la prevenzione incendi e il 26 gennaio 2018, a lavori terminati, ha chiesto alla Questura di Siena l’autorizzazione al trasferimento dell’attività di raccolta scommesse presso i nuovi locali.

Il 13 febbraio 2018, infine, il ricorrente ha inoltrato richiesta per trasferire presso i medesimi locali anche l’attività accessoria di raccolta delle giocate tramite apparecchi videoterminali-VLT.

La Questura, con provvedimento 4 aprile 2018, ha inoltrato preavviso di rigetto poiché i nuovi locali non rispetterebbero il requisito distanziale dai seguenti luoghi sensibili (…) e la Legge della Regione Toscana 23 gennaio 2018, n. 4, con cui è stata modificata la L.R. 18 ottobre 2013, n. 57, “non ha in alcun modo disciplinato un regime transitorio per gli esercenti di locali che, come nel caso di specie, si sono trovati a presentare per tempo le dovute segnalazioni/richieste al Comune per l’avvio dei lavori di adeguamento dei locali (in questo caso il 14.11.2017) e quindi a fare istanza di aggiornamento di licenza di p.s. prima della pubblicazione della nuova legge regionale pur non avendo ottenuto ancora il titolo in questione all’atto della sua entrata in vigore”.

Il ricorrente ha presentato osservazioni che sono tuttavia state disattese dalla Questura che, con provvedimento 8 giugno 2018, ha respinto la sua richiesta evidenziando anche che le distanze non sarebbero rispettate nemmeno con riguardo all’Associazione (…) e al “CRAL Enti Locali Siena”.

Per il Tar: “Con il presente ricorso è impugnato un diniego al trasferimento di attività raccolta scommesse e raccolta delle giocate tramite apparecchi videoterminali-VLT.

1.1 Lamenta il ricorrente, con primo motivo, che il provvedimento si fonderebbe su ragioni ulteriori rispetto a quelle enunciate in sede procedimentale con il preavviso di rigetto, in quanto nel primo vengono indicati due luoghi ulteriori per i quali non è rispettato il requisito distanziale.

Con secondo motivo su duole che nelle misurazioni effettuate non sia stato rispettato il criterio del percorso pedonale più breve; che non sia stata certificata la funzionalità dell’apparecchio utilizzato (ruota metrica); che lo sportello bancomat dell’istituto di credito Unipol Banca, il CRAL e le strutture sportive citate provvedimento siano riconducibili alla nozione di “luogo sensibile” e deduce che la normativa imporrebbe all’Amministrazione una valutazione riferita sia alle concrete caratteristiche dei luoghi sensibili, che alle categorie di persone vulnerabili che li frequentano, senza il ricorso ad automatismi. Non sarebbe dimostrato, in particolare, che le citate strutture sportive e il CRAL siano facilmente riconoscibili visibili dalla pubblica via o comunque adeguatamente segnalati al pubblico da insegne o altra pubblicità, e che rappresentino sedi operative e non solo amministrative o legali.

Inoltre deduce, in memoria, che come da relazione tecnica del 20 settembre 2019 i luoghi in questione non sarebbero legittimamente insediati nel settore comunale.

Con terzo motivo si duole della violazione dell’affidamento da parte del provvedimento impugnato: al momento di presentazione dell’istanza infatti lo “sportello bancomat” posto in via Zani non rientrava, neppure in astratto, tra i c.d. “luoghi sensibili” poiché istituti di credito e sportelli bancomat sono stati ricompresi in tale categoria solo a seguito dell’entrata in vigore della L.R. n. 4/2018 avvenuta il 15 febbraio 2018, e altrettanto vale per tutte le verifiche effettuate per accertare la corrispondenza dell’attività alla L.R. n. 57/2013 e per le pratiche trasmesse al Comune di Siena per l’effettuazione dei lavori nel locale risalenti, come si è visto, al novembre 2017.

Il ricorrente chiede conclusivamente l’annullamento del provvedimento impugnato e la condanna della Questura di Siena a rilasciare le autorizzazioni richieste.

1.2 Mentre la difesa erariale ha depositato solo comparsa di costituzione, la difesa comunale replica alle deduzioni del ricorrente evidenziando, in particolare, che alcun affidamento potrebbe avere maturato poiché la modifica ordinamentale è intervenuta nel corso dell’istruttoria e per le attività sottoposte al regime autorizzatorio, come quella di cui odiernamente si discute, l’affidamento può perfezionarsi solo dopo che si è conclusa positivamente l’istruttoria.

2. Il ricorso è infondato e deve essere respinto.

2.1 Quanto al secondo motivo, che deve essere trattato prioritariamente, le contestazioni del ricorrente appaiono generiche e inidonee a smentire l’affidabilità delle misurazioni effettuate dal Comune. Tale attività rientra nell’ambito della discrezionalità tecnica dell’Amministrazione la quale ben può essere sindacata sotto il profilo dell’attendibilità delle operazioni tecniche svolte, quanto a criterio tecnico e a procedimento applicativo (C.d.S. V, 1 agosto 2016 n. 3445). Nel caso di specie però il ricorrente non dimostra l’inattendibilità delle operazioni tecniche svolte, limitandosi a mettere in dubbio genericamente l’idoneità della strumentazione utilizzata e il percorso effettuato.

Le strutture sportive citate nel provvedimento impugnato non possono che essere considerati luoghi sensibili. Scopo della normativa è quello di limitare la dipendenza dal gioco patologico, come si evidenzia al punto 2 delle premesse alla L.R. n. 53, e in tale contesto si deve dare rilevanza, ai fini del rispetto del requisito distanziale, a tutti quei luoghi che abbiano potenzialità attrattive nei confronti di un numero indistinto di persone. Tali sono certamente i luoghi ove si svolge attività sportiva e tale, in particolare, è l’A.S.D. Shinan Karate che svolge corsi collettivi di karatè; tale è l’Ateneo della danza che svolge corsi collettivi di danza e tale è pure l’A.S.D. Pole4you. Si tratta di strutture che sono ben visibili dalla strada, come dimostra documentazione fotografica versata in atti dalla difesa comunale.

Il CRAL poi, come ancora una volta dimostra la documentazione prodotta dalla difesa comunale, organizza iniziative di aggregazione quali feste ed è ben visibile dalla strada.

Tanto è sufficiente a fondare la reiezione del motivo in esame.

2.2 Il terzo motivo è a sua volta infondato.

Alcuna lesione dell’affidamento può essere lamentata nel caso di specie poiché si è verificato un mutamento della legislazione (regionale) nel corso dell’istruttoria, dopo che l’istanza autorizzativa era stata presentata dal ricorrente ma prima che si fosse esaurita la fase decisoria. Si deve quindi fare applicazione del principio “tempus regit actum” il quale, applicato nel campo dei procedimenti amministrativi, comporta che ciascun atto della serie procedimentale deve uniformarsi alla normativa vigente al momento in cui lo stesso viene in essere e il procedimento, o una sua fase, si sia concluso. Si deve intendere per “procedimento concluso” quello per il quale sia stata esaurita la fase di decisione (fase costitutiva), anche se non si è ancora completata quella dell’integrazione dell’efficacia. Ogni atto della serie procedimentale è regolato dalla disciplina vigente al momento della sua adozione, sicché la nuova disciplina regolerà gli atti ancora da adottare (T.A.R. Campania – Napoli VII, 25 gennaio 2013 n. 608; T.A.R. Lombardia Milano III, 26 maggio 2009 n. 3839).

Nel caso in esame alcun atto finale nella serie procedimentale si era compiuto al momento dell’entrata in vigore della L.R. n. 4/2018, sicché correttamente il procedimento è proseguito nel suo iter secondo le previsioni di quest’ultima normativa o, per meglio dire, secondo le previsioni della L.R. n. 57/2013 come modificata dalla suddetta L.R. n. 4/2018.

2.3 Il primo motivo deve a sua volta essere respinto perché se è vero che il preavviso di rigetto menzionava, quali elementi ostativi al rilascio dell’autorizzazione richiesta, la presenza ad una distanza inferiore a quella di legge solo di alcune delle strutture ostative (Agenzia UNIPOL BANCA e i centri sportivi “La tua Palestra 4 Pole You A.S.D” e “Palestra “Shinan Karate Rai A.S.D.”) poi evidenziate nel provvedimento finale, tuttavia la sola presenza delle prime è circostanza sufficiente a motivare il rigetto dell’istanza presentata.

3. In conclusione, per le ragioni sovraesposte il ricorso deve essere respinto.

Le spese processuali vengono tuttavia compensate tra le parti in ragione dei mutamenti normativi intervenuti nella materia.

P.Q.M.

il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Spese compensate”.