Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta) ha respinto – tramite decreto – il ricorso presentato da una società contro il Comune di Trezzo sull’Adda (MI), in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza avente ad oggetto “Attività commerciali – Disciplina orari 2020”.

Per il Tar: “Considerato che: a prescindere dalla fondatezza del gravame proposto, la cui valutazione è rimessa alla sede collegiale, il provvedimento impugnato non appare suscettibile di arrecare alla ricorrente, nelle more della fissazione della camera di consiglio, un irreparabile pregiudizio; l’atto comunale gravato riduce infatti l’orario di apertura dell’esercizio gestito dalla società, destinato al gioco lecito mediante apparecchi ex art. 110 comma 6 T.U.L.P.S.; il pregiudizio configurabile riveste dunque natura esclusivamente economica ed è, come tale, indennizzabile; del resto, l’esercizio della suddetta attività risulta attualmente vietato, in relazione all’emergenza sanitaria in corso, in virtù del D.P.C.M. 8 marzo 2020 (art. 1 lettera ‘g’ e art. 2 lettera ‘c’) e dell’Ordinanza del Presidente della Regione Lombardia n. 514 del 21 marzo 2020 (punto 6), dunque il danno paventato dalla (…) non presenta comunque il carattere dell’attualità;

Ritenuto, per quanto precede: di respingere l’istanza cautelare proposta incidentalmente dalla società ricorrente; di fissare, per la trattazione in sede collegiale, la camera di consiglio del 6 maggio 2020.

P.Q.M.

Respinge l’istanza cautelare proposta dalla parte ricorrente e fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 6 maggio 2020”.