Tribunale

Il Tar di Trento ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro Ministero dell’Interno – Questura di Trento in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del decreto del Questore di Trentodi sospensione per giorni quindici dell’autorizzazione per l’esercizio di sala giochi.

“1. -OMISSIS- – ricorrente – è titolare dell’autorizzazione per l’esercizio della sala giochi all’insegna -OMISSIS- del 25 gennaio 2018 e della Suap pratica 6 febbraio 2018 per la somministrazione di alimenti e bevande congiuntamente all’attività principale di -OMISSIS-all’interno dell’immobile sito in Trento, -OMISSIS-

2. In data 29 novembre 2019 al ricorrente è stato notificato il decreto di data 26 novembre 2019 (cat. 1111/P.A.S.I./4^Sez./Cat.23^/Provv.) con il quale il Questore ha sospeso, ai sensi dell’articolo 100 del T.U.L.P.S. (R.D. 18 giugno 1931, n. 773), per quindici giorni sia l’autorizzazione per l’esercizio della sala giochi sia la Suap per la somministrazione di alimenti e bevande. L’atto fonda i propri presupposti nei seguenti eventi, così succintamente esposti: aggressione verso le 22.00 del 22.10.2019 fuori dal locale, a seguito della discussione avvenuta all’interno, tra due cittadini extracomunitari con gravi lesioni inferte su uno dei due malcapitati da parte dell’altro (entrambi con precedenti di polizia a loro carico; l’aggressore è sottoposto a regime di libertà controllata); precedenti controlli del 11.10.2019 – con rilievo della presenza di quattro cittadini avventori con precedenti di polizia (reati contro il patrimonio stupefacenti minacce e lesioni) – del 24.10.2019 – con rilevo di presenza di un cittadino nordafricano con precedenti di polizia inerenti allo spaccio di stupefacenti – del 05.11.2019 – con rilievo della presenza di cittadino italiano con svariate condanne per reati contro il patrimonio e la persona e arresto nell’agosto 2019 per estorsione e spaccio di stupefacenti

3. -OMISSIS-, in proprio nonché quale titolare dell’omonima ditta individuale, propone ricorso al fine di ottenere l’annullamento del decreto del Questore di Trento, previa sospensione cautelare dell’esecuzione, con il quale lamenta l’assenza di sufficiente motivazione ed il travisamento dei fatti nonché la manifesta irragionevolezza del provvedimento in quanto fondato su di un unico episodio, circostanziato in maniera contraddittoria a fronte dell’attività che si protrae senza problemi dal 2017; invoca altresì la esigua numerosità dei controlli disposti in un intervallo temporale modesto e la sussistenza di soli precedenti di polizia in capo alla gran parte dei soggetti controllati. Inoltre censura la mancata instaurazione del contraddittorio ai sensi della L. n. 241/1990 nonostante il tempo intercorso tra il primo rilievo di polizia e la notifica del provvedimento.

4. Con decreto presidenziale del 02/12/2019 n. 55/2019, a seguito dell’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente ai sensi dell’art. 56 cod. proc. amm., considerata la particolare urgenza della risposta alla domanda cautelare, è stata disposta la sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato e fissata la camera di consiglio nella data odierna all’uopo anticipata.

5. Si è costituita l’amministrazione resistente a mezzo dell’avvocatura distrettuale dello Stato, instando per il rigetto del ricorso in ragione della ampia discrezionalità di cui dispone il Questore in materia che si coniuga con l’adeguata motivazione risultante dall’atto.

Ritenuto, nell’ambito della valutazione sommaria propria della fase cautelare ed impregiudicata ogni definitiva statuizione in rito e in merito, che non sussistono consistenti profili di fumus boni iuris per accogliere l’istanza cautelare proposta per le seguenti motivazioni.

– L’art. 100 del T.U.L.P.S. attribuisce al Questore un’ampia discrezionalità che il giudice amministrativo può sindacare nei limiti della manifesta irragionevolezza e sproporzione tenuto conto del fatto che la misura riveste carattere non sanzionatorio, e dunque prescinde dalla colpa del titolare, ma preventivo per la sicurezza e l’ordine pubblico, come riconosciuto dalla giurisprudenza consolidata che si condivide (da ultimo sentenza T.A.R. Lombardia Brescia sez. II, 20.08.2019, n. 755).

– Si rinvengono nel provvedimento impugnato i presupposti previsti dalla norma per l’adozione del provvedimento negativo, in quanto il grave episodio di aggressione, pur essendo unico, costituisce prosecuzione di lite iniziata all’interno dell’esercizio e si aggiunge alle altre evidenze, rilevate in un significativo ancorché contenuto lasso temporale, che danno conto del ricorrere della fattispecie prevista dall’articolo 100 richiamato (“abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose”).

– Non appare irragionevole né incongrua la valutazione ampiamente discrezionale del Questore circa il fatto che “l’esercizio pubblico costituisce comunque un pericolo per l’ordine pubblico o la sicurezza dei cittadini” ai sensi del medesimo articolo 100, stante la gravità dell’episodio e l’allarme destato nella collettività, secondo gli insegnamenti della giurisprudenza che si condivide (per tutte sentenza Consiglio di Stato sez. III n. 1752/2016): l’allarme sociale e il pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza sono oggetto di apprezzamento in concreto, in relazione al contesto in cui comportamenti atti ad ingenerare il pericolo sono realizzati ed alla comunità di riferimento.

– L’esercizio del potere previsto dall’articolo 100 T.U.L.P.S. integra ex sé una situazione di urgenza che esclude la necessità dell’avvio del procedimento ai sensi dell’articolo 7 della L. n. 241/1990 secondo la giurisprudenza che si condivide (da ultimo sentenza T.A.R. Puglia sez. I, 20.06.2019, n. 851).

Reputato, pertanto, che non sussistono i presupposti per accogliere l’istanza cautelare e che le spese della fase devono seguire la soccombenza;

P.Q.M.

Il Tribunale Regionale di giustizia amministrativa per la Regione autonoma del Trentino – Alto Adige/Südtirol, sede di Trento, respinge la domanda cautelare.

Condanna la parte ricorrente al pagamento a favore dell’Amministrazione resistente delle spese della fase nella misura di euro 500,00 oltre a oneri di legge”.