Fondazione Gruppo Credito Valtellinese insieme a Fondazione per l’Educazione finanziaria e al risparmio (FEduF) e all’Ufficio scolastico territoriale di Sondrio insieme contro il gioco d’azzardo patologico tra i minori. In campo tre momenti di formazione online, il 26, 27 e 28 ottobre, che coinvolgeranno gli studenti delle scuole superiori per prevenire, attraverso l’educazione finanziaria, la diffusione del gap.

L’iniziativa, dal titolo “Ludopatie, sconfiggiamole insieme”, è stata presentata ieri mattina a Palazzo Muzio alla presenza del prefetto, Salvatore Rosario Pasquariello, del direttore generale di Ats della Montagna, Lorella Cecconami, dei vertici del Gruppo Creval e del mondo scuola. E’ quanto si legge su ilgiorno.it.

“Scopo del progetto che, grazie alla collaborazione tra enti pubblici e privati offre ai nostri giovani un’opportunità importante di sviluppo delle proprie competenze a costo zero per la comunità, è quello di fornire strumenti concreti per imparare ad avvicinarsi all’uso consapevole del denaro e prevenire così comportamenti che possono influire negativamente sul loro futuro”, ha spiegato Valeria Duico, direttore Fondazione Gruppo Creval.

“L’iniziativa s’inserisce appieno nelle attività di educazione finanziaria – ha aggiunto Giovanna Boggio Robutti, direttore generale della FEduF – perché mette al centro le persone ancora prima delle nozioni, in modo che esse siano consapevoli sin da giovani e possano, attraverso la cultura, fare le scelte migliori per se stesse e per la società nella quale vivono”.

“Prevenire il fenomeno delle ludopatie significa anche cercare di risolvere le problematiche che nel gioco d’azzardo vengono sublimate – ha voluto sottolineare il dirigente Ust, Fabio Molinari, intervenuto insieme a Maria Pia Mollura, dirigente dell’Ic Paesi Orobici capofila della Rete di scuole che promuovono salute –. Per fare questo è necessaria una collaborazione attiva che vada dalla scuola alle altre istituzioni, al fine di evitare che i nostri ragazzi si avvicinino a questa dimensione in solitudine e senza il necessario supporto che li aiuti a capire cosa sia meglio per loro”.