È stata sospesa da un anno dai pubblici uffici la dipendente di Riscossione Sicilia S.p.A, una donna di 42 anni accusata di aver raggirato alcuni contribuenti

Alla donna è stato convalidato un sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla Procura della Repubblica ed eseguito nei giorni scorsi per un importo pari a 163 mila euro in relazione alle ipotesi di reato di peculato e autoriciclaggio.

Le indagini sono state condotte dagli specialisti del Gruppo Tutela Spesa Pubblica del Nucleo di polizia economico-finanziaria delle Fiamme Gialle. L’indagata – addetta alla gestione delle istanze di rateizzazione e rottamazione delle cartelle esattoriali presso l’ente di riscossione -, tra il 2017 e il 2019, si è fatta consegnare da vari contribuenti ingenti somme di denaro, stimate in almeno 163.000 euro, con la promessa di potere aderire in tal modo a procedure particolarmente agevolate per la trattazione delle relative pratiche.

I pagamenti avvenivano per lo più in contanti o attraverso ricariche di postepay. L’indagata si è appropriata delle somme senza effettuare alcun versamento per la gestione delle posizioni debitorie dei contribuenti raggirati.

Parte delle somme sono state anche utilizzate per la ricarica di conti di gioco e scommesse online, per cui è scattata anche la denuncia per autoriciclaggio.

Tra i soggetti danneggiati figura anche una congregazione religiosa e una cooperativa che gestisce una comunità alloggio per famiglie svantaggiate e donne vittime di violenza e maltrattamenti.

All’indagata sono stati sequestrati un immobile nel centro di Palermo, due autovetture di recente immatricolazione, disponibilità finanziarie ed è stato anche disposto il blocco su un quinto dello stipendio, come previsto dalla legge.

Sono in corso specifici approfondimenti al fine di verificare il possibile coinvolgimento di ulteriori contribuenti in buona fede nelle condotte delittuose contestate.