Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) – “Dopo due anni di pubblico dibattimento, è ormai giunto al suo epilogo il primo grande processo penale allestito contro il gioco illegale, ‘quel’ gioco illegale giustamente additato da tutti come canale privilegiato per le attività criminali organizzate, e troppo frettolosamente assimilato (da molti) al gioco lecito” scrive in una nota AsTro.

“Come da calendario, infatti, domani 12 gennaio alle 15, presso la a sezione penale del Tribunale di Bologna, si terrà quella che dovrebbe essere l’ultima udienza del processo Black Monkey, il dibattimento a cui SISTEMA GIOCO ITALIA – CONFINDUSTRIA SIT partecipa in qualità di parte civile costituita per il supporto dell’istanza di condanna degli imputati avanzata dal P.M. e la richiesta di risarcimento ai danni materiali e morali patiti dal comparto a seguito della concorrenza sleale attuata dalle condotte di gioco illegale contestate agli imputati.

Nel corso dell’udienza, gli avvocati difensori degli imputati termineranno le loro arringhe e, se lo riterranno necessario, avranno diritto di replica sia il Pm che le parti civili.

Oltre ad avvocati e magistrati, l’udienza sarà aperta, come di consueto ai ragazzi delle scuole e ai simpatizzanti dei movimenti contro le mafie, impegnati nella pregevole opera di sensibilizzare le giovani generazioni sull’importanza della legalità.

Sistema Gioco Italia, nel suo ruolo, è impegnata nella mission di far comprendere la differenza tra il gioco legale, esercitato da aziende che rispettano le norme e le persone, e il gioco illegale, tanto pericoloso quanto facilmente “agevolabile” da una semplicistica visione proibizionistica delle attività lecite e controllate di gioco, che, soprattutto negli ultimi tempi, si afferma come soluzione istintiva al fenomeno, ma che risulta storicamente fallimentare in ogni sua pratica attuazione” conclude AsTro.

Commenta su Facebook