Flusso di scommesse anomalo in Picerno-Bitonto del 5 maggio scorso, la Guardia di Finanza perquisisce le abitazioni di otto calciatori della compagine pugliese e le sedi delle due società coinvolte. L’azione investigativa è stata promossa dalla Procura della Repubblica di Bari e, in particolare, dalla dott.ssa Bruna Manganelli. L’ipotesi di reato è quello di frode in competizione sportiva.

La partita fu decisiva per l’accesso diretto in Lega Pro del Picerno, che aveva festeggiato la matematica promozione nel match contro il Taranto (18 aprile), ma poi si vide privato di tre punti dalla Corte Sportiva d’Appello federale per la rissa che si verificò nell’intervallo di quella partita. Il risultato finale fu di 3-2 per i lucani con questa successione di reti: 41′ pt e 4′ st Tedesco (P), 13′ st rig. Kosovan (P), 20′ st Picci (B), 40′ st Turitto (B).

La compagine bitontina – si legge su salentosport.net – con una nota pubblicata sui propri canali social, ha riferito la decisione di chiudersi nel silenzio stampa “sino a quando non verrà fatta maggiore chiarezza“, aggiungendo di confidare “nel corretto svolgimento delle indagini e nel regolare corso della giustizia“, continuando, nel frattempo, “ad operare, come ha sempre fatto, nel pieno rispetto dell’etica sportiva ed in osservanza delle regole, prendendo sin d’ora le distanze da chi non osserva le medesime regole, danneggiando così l’immagine della società, della città di Bitonto e dello sport in generale”.

Sulla stessa linea il sodalizio lucano che si dichiara “totalmente estraneo ai fatti” e “fiducioso del corretto decorso della Giustizia“, non rilasciando alcuna dichiarazione ulteriore sino a quando non sarà fatta chiarezza dagli organi competenti.