“Una riflessione sul ruolo di consigliere o assessore è oggi necessaria e si traduce in un sentimento di preoccupazione pesante come un sasso posto sulle spalle di ogni amministratore pubblico”. Lo scrive l’Union valdotaine commentando la sentenza di Appello della Corte dei Conti sul finanziamento al Casinò de la Vallée.

“La condotta dei consiglieri regionali – si legge ancora – non è stata malevola. Questo deve essere chiarito: nulla è stato nascosto, nulla è stato rubato, nessuno è stato corrotto o estorto. Nell’ottobre 2014 il Consiglio Regionale ha approvato l’aumento di capitale della società Casino. Fu una decisione per evitare la chiusura della casa da gioco con le perdite economiche, dirette e indirette, che ne sarebbero derivate. È stata una scelta consapevole con intenzioni di buona fede, ovvero quella di salvare posti di lavoro e tutte le attività economiche connesse nella regione”.

“Senza l’aumento di capitale – conclude l’Uv – sarebbe stato chiuso il Casino de La Vallée, determinando così la stessa fine del Casino de Campione d’Italia, i cui teatri sono chiusi dal luglio 2018. A distanza di anni, dopo un periodo difficile, l’azienda è oggi in buona salute, rispetta il piano concordatario, è pienamente attiva e, nonostante la crisi economica dovuta al Covid, ha ripreso a generare utili per la Regione”.