Nella serata di mercoledì la Polizia di Stato ha dato esecuzione al provvedimento che ordina la cessazione immediata dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande nei confronti di un bar nel quartiere Giardinetti, alla periferia Sud-Est di Roma.

Il drastico provvedimento si è reso necessario poiché, dai diversi controlli svolti, è emerso che il bar era considerato la “base operativa” per gestire le attività concernenti il traffico di sostanze stupefacenti, nonché luogo di abituale ritrovo di persone pregiudicate.

La complessa attività d’indagine avviata qualche mese fa dagli investigatori del commissariato Romanina, nell’ambito dei servizi finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati inerenti le sostanze stupefacenti, ha permesso, lo scorso 31 gennaio, di arrestare, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, diversi avventori del locale in questione.

Inoltre, il successivo 24 febbraio, nel corso di accertamenti presso il citato bar, i poliziotti hanno nuovamente trovato avventori con a carico numerosi e gravi precedenti.

Infine il 27 febbraio, durante un controllo, gli agenti del Reparto Volanti hanno arrestato in flagranza il gestore di fatto del locale, zio del titolare della licenza, ritenuto responsabile del reato di spaccio di droga. Nella circostanza l’uomo, alla vista dei poliziotti, ha lanciato sotto il bancone, allo scopo di occultarlo, un involucro di cellophane rivelatosi poi contenere sostanza stupefacente. In seguito alla perquisizione del locale, gli uomini in divisa hanno rinvenuto e sequestrato:

  • n.25 involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo “hashish”, per un peso complessivo di gr.62;
  • n.2 involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo “cocaina”, per un peso complessivo di gr.0,8;
  • un borsello contenete denaro contante suddiviso in banconote di vario taglio, per un valore di €1100,00;
  • n.2 foglietti di carta manoscritti, contenenti nomi e somme di denaro;

Addosso al gestore sono stati trovati 870euro, dei quali non sapeva dare contezza.

Al titolare del bar è stato contestato l’esercizio abusivo di scommesse, poichè, senza aver ottenuto la necessaria autorizzazione, consentiva ai clienti di usufruire di quattro postazioni P.C. dove, previo pagamento di una somma di denaro come ricarica di conto gioco, potevano effettuare anche giochi on-line e/o scommesse su sito preimpostato.

Peraltro, già in passato, il locale era stato oggetto di interventi da parte delle Forze dell’Ordine per problemi di ordine e sicurezza pubblica e poi sottoposto a Provvedimenti di sospensione ex art.100 del TULPS, emessi dal Questore per i medesimi motivi relativi alla detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, per la durata di giorni 5 in data 06.09.2013 e di giorni 90 in data 18.03.2014.

Gli accertamenti svolti presso il Comune di Roma, inoltre, hanno permesso di appurare  anche la mancanza del titolo autorizzativo per poter esercitare legittimamente l’attività di somministrazione di alimenti e bevande all’interno del locale: difatti la società risultava cancellata in camera di Commercio di Roma, senza che il gestore avesse comunicato nulla al Municipio, ai fini di una nuova autorizzazione.

Di qui l’applicazione del provvedimento del Questore di Roma, adottato dalla Divisione Polizia Amministrativa e Sociale,  che ha imposto, per motivi di ordine e sicurezza pubblica, la cessazione immediata dell’attività condotta senza autorizzazione.