Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta del produttore di una piattaforma di gioco fornita ad un concessionario di gioco alla quale è stata negata l’omologazione disponendo così l’accesso agli atti da parte del Regolatore.

Il Tribunale Amministrativo ha ricordato che “la raccolta delle scommesse avviene mediante la piattaforma informatica in uso al concessionario. La piattaforma informatica non è altro che la piattaforma di gioco virtuale su cui vengono rappresentati gli eventi virtuali o simulati (giochi) oggetto di scommessa da parte dei giocatori. La piattaforma è quindi un vero e proprio software che mette a disposizione i servizi di gioco.La piattaforma informatica è collegata con il totalizzatore nazionale che rappresenta un sistema di elaborazione dati per la gestione ed il controllo dei flussi di gioco e delle informazioni relative alle scommesse da parte di ADM. Il collegamento tra la piattaforma del concessionario e il totalizzatore nazionale viene realizzata tramite il servizio di connettività che assicura il trasporto delle informazioni (scommesse) tra il sistema di accettazione di gioco situato nella piattaforma informatica e il totalizzatore. Prima che il concessionario venga abilitato all’esercizio della raccolta delle scommesse, la piattaforma è sottoposta ad un processo di verifica di conformità, al termine della quale, ove positivo, viene avviato il successivo collaudo della piattaforma. Una volta superato anche il collaudo (della piattaforma), vengono svolti una serie di test funzionali in ambiente di esercizio il cui esito positivo conduce poi ad autorizzare l’esercizio del gioco da parte del concessionario che potrà quindi raccogliere le scommesse, tramite la piattaforma, su eventi virtuali o simulati”.

Nel caso specifico un concessionario ha presentato all’ADM istanza di verifica di conformità della piattaforma al fine di ottenere l’autorizzazione ad esercitare la raccolta delle scommesse su eventi simulati mediante tale piattaforma.

Da quanto emerge dagli scritti difensivi, a seguito del complesso processo di verific l’ADM, dapprima ha sospeso il procedimento di verifica e poi, con nota ha respinto l’istanza di collaudo.

Ad avviso del Collegio il produttore della piattaforma è, invece, titolare di una posizione giuridica idonea, e adeguatamente rappresentata nell’istanza di accesso, che l’abilita, ai sensi dell’art. 24, comma 7, della legge n. 241/1990, ad avere l’ostensione della documentazione amministrativa richiesta nei limiti consenti dall’ordinamento. Gli atti oggetto dell’istanza di accesso sono infatti collegati e inerenti, mediante il nesso di strumentalità necessaria, alla posizione giuridica di parte negoziale che la ricorrente riveste nell’ambito dei complessi rapporti instaurati con il concessionario, posizione che costituisce la situazione giuridica finale che si intende difendere nelle sedi giudiziarie opportune avvalendosi, all’occorrenza, della documentazione amministrativa richiesta.

“La produttrice della piattaforma e titolare dei software di gioco destinati ad operare sulla piattaforma – ha quindi interesse a comprendere le ragioni tecniche dell’esito negativo della verifica di conformità e/o del collaudo della piattaforma al fine di tutelare: i) la posizione giuridica che riveste nell’ambito dei rapporti con il partner negoziale, ossia il concessionario, laddove l’esito della mancata verifica della piattaforma fosse imputabile a cause non direttamente connesse alla stessa realizzazione della piattaforma; ii) la posizione giuridica che riveste nell’ambito dei rapporti di altri fornitori laddove l’esito della mancata verifica fosse in ipotesi imputabile a quest’ultimi.

Proprio la peculiarità del procedimento di verifica di conformità che ha come oggetto la piattaforma realizzata dall’istante e la stretta connessione dei rapporti negoziali che sussiste tra il produttore di quest’ultima e il concessionario che viene abilitato all’esercizio del gioco tramite quella piattaforma, giustificano l’interesse del produttore della piattaforma all’accesso documentale. Né, invero, vengono in emersione categorie di dati (sensibili o super-sensibili) di fronte ai quali l’accesso difensivo è subordinato alla sussistenza del nesso di indispensabilità o a quello di stretta indispensabilità tra l’interesse legittimamente l’accesso e il documento richiesto, ossia di un nesso di strumentalità maggiormente stringente rispetto a quello (di strumentalità necessaria) richiesto per le altre categorie di dati” .

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