La Corte di Cassazione conferma che il sequestro probatorio della attrezzatura di un internet point al quale è stata contestata un’attività illecita di raccolta delle scommesse, è legittimo in presenza di indizi di reato.

I giudici hanno rigettato il ricorso di una esercente secondo la quale il Tribunale del riesame non ha considerato che il materiale sequestrato è costituito da strumenti di lavoro che nulla hanno a che vedere con la raccolta di scommesse, attività alla quale, ribadisce, è del tutto estranea, essendo ella titolare di un’attività che offre esclusivamente un servizio di connessione a pagamento alla rete internet Cintemet pointg senza alcuna possibilità di ingerirsi nell’uso che della connessione fa l’avventore che, in ipotesi, si colleghi ad un sito di gioco all’insaputa del titolare del centro

Per la Corte di assazione “ai fini della adozione del sequestro preventivo sono sufficienti gli indizi di reato, indipendentemente dall’accertamento della presenza dei gravi indizi di colpevolezza o dell’elemento psicologico, atteso che la verifica di tali elementi è estranea all’adozione della misura cautelare reale”.

“Il fatto indiziante è di per sé normalmente significativo di una pluralità di fatti non noti, per cui in tal caso si può pervenire al superamento della relativa ambiguità indicativa dei singoli indizi solo applicando la regola metodologica fissata nell’art. 192, comma secondo, cod. proc. pen. (così Sez. U, n. 6682 del 04/02/1992, Musumeci, Rv. 191230). Ma tale operazione comporta la trasformazione dell’indizio in prova e comporta una regola di giudizio diversa da quella richiesta in sede cautelare reale. Poiché infatti l’indizio ha valenza indicativa – sia pure di portata possibilistica e non univoca – del reato per il quale è stato adottato il sequestro preventivo, quello di segno contrario deve essere di natura tale da privare l’indizio accusatorio, con immediata evidenza, persino di tale portata possibilistica, così che si possa giungere alla conclusione che il sequestro è stato adottato in assenza, appunto, di indizi. Non è perciò coerente con il tipo di giudizio tipico della fase cautelare reale opporre all’indizio accusatorio uno uguale e di segno contrario che comunque non priva il primo della sua astratta attitudine a ricondurre il fatto nell’ambito della fattispecie di reato ipotizzata”.