Canali di scommesse sottobanco, agenzie ‘cooptate’ e gioco d’azzardo online. Ecco come funzionava il sistema ‘Nicitra’
I Carabinieri del Comando provinciale di Roma hanno arrestato ieri 38 persone, considerate a vario titolo legate in un’associazione a delinquere guidata da Salvatore Nicitra, tra gli ex boss della Magliana. L’organizzazione aveva monopolizzato negli anni l’area a Nord di Roma, tenendo sotto controllo con metodi mafiosi il settore del gioco d’azzardo.

La vasta operazione ha coinvolto le province di Roma, Viterbo, Terni, Padova, Lecce, oltre che Spagna e Austria, e avrebbe portato alla soluzione anche di cinque cold case, inchieste rimaste irrisolte per casi avvenuti negli anni ’80.

Per gli investigatori, Nicitra avrebbe negli anni preso il controllo, con modalità mafiose, della distribuzione e gestione delle apparecchiature per il gioco d’azzardo (slot machine, videolottery, giochi e scommesse on line), imposte in esclusiva alle attività commerciali di Roma e provincia.

Il vero affare erano comunque le scommesse e non a caso agli arrestati si contesta anche di aver esercitato il gioco d’azzardo e le scommesse online ‘procurandosi un profitto con l’omesso versamento delle somme dovute all’amministrazione”.

Uno degli arrestati, M.D.S, risulta essere un agente della piattaforma di giochi e ‘gestore di piattaforme di gioco online’, come si legge nell’ordinanza di arresto dello stesso.

Il quaratunenne sarebbe stato anche ‘il portavoce’, ‘dipendente e rappresentante’ dello stesso boss della Magliana. In una intercettazione telefonica è proprio Nicitra a’ confermare che M.D.S. ‘collabora con lui a illustrare il tipo di  collaborazione correlata all’acquisizione di una sala scommesse’. ‘Ha speso il mio nome – dice l’ex boss nella conversazione intercettata – per farmi dare una parte di sala per mettere le slot’. In un’altra intercettazione, come si legge nell’ordinanza, sarebbe stato lo stesso Nicitra a ‘rivelare la strategia per eludere il fisco creando dei sottobanco, ovvero canali non ufficiali che si collegano a siti internet stranieri’.

M.D.S, residente nel viterbese, è accusato anche di illecita concorrenza. Secondo gli inquirenti avrebbe esercitato minaccia implicita e esplicita verso tre concorrenti. Nei confronti di due di questi ‘per l’assegnazione delle sale ubicate nell’area sottoposta al controllo dell’organizzazione al fine di garantire gli interessi economici dell’organizzazione e acquisire una condizione di monopolio del gioco d’azzardo’. Nei confronti del terzo ‘per impedirgli di vendere gli apparecchi da gioco d’azzardo nell’area territoriale sottoposta al loro controllo territoriale’.

L’organizzazione che farebbe capo a Nicitra avrebbe anche messo a ‘disposizione della rete dispositivi elettronici collegati online, tipo totem, con i quali si arrivava, attraverso una doppia scheda, all’accesso ai giochi illegali. Inoltre ‘commercializzava un sito di scommesse maltese’.