In aula non si è mai presentato. È sparito dai radar sei anni fa, insieme al biglietto vincente da mezzo milione di euro che la sua compagna 62enne diceva di avergli affidato. Martedì, dopo una lunga attesa, è finalmente arrivato l’epilogo giudiziario per un 52enne di origini svizzere. Il giudice ha stabilito che l’imputato sottrasse il tagliando fortunato alla donna, oltre ai risparmi, 34mila euro, che questa aveva messo da parte e che gli aveva affidato. L’uomo è stato quindi condannato a un anno di reclusione per truffa e appropriazione indebita, a fronte di un anno e mesi chiesti dalla Procura, e 400 euro di multa, con un risarcimento di 32mila euro e il resto eventualmente da chiedere in una futura causa civile. «Sono delusa, la pena è una carezza per quello che ha fatto. Ora è libero di continuare a fare danni, come già accaduto in passato con altre donne. La Finanza ha lavorato molto bene ma la giustizia non ha funzionato», ha commentato la signora.

Secondo quanto ricostruito dal Corriere di Bologna tutto inizia nel 2016, quando la donna chiede al compagno conosciuto qualche mese prima di prendere altri due gratta e vinci al posto di altrettanti tagliandi con i quali aveva vinto dieci euro. L’uomo passa dal tabaccaio e glieli consegna. Lei, racconterà poi in denuncia, gratta il biglietto davanti a lui e a un suo amico passato a trovarla a casa. È vincente, mezzo milione il premio. La signora è frastornata, accetta la proposta del compagno di custodire il biglietto in una cassaforte. Passa qualche giorno e la donna chiede di rientrare in possesso del tagliando. «Si è presentato a casa e dopo avermi mostrato velocemente il biglietto lo ha infilato in una busta bianca e lo ha nascosto in un interruttore dell’energia elettrica — mette nero su bianco la donna in denuncia —. Non riuscendo a resistere, poco dopo ho aperto la busta e dentro non c’era il mio biglietto ma un collage di altri tagliandi tenuti insieme con lo scotch. Era falso, non era il mio». Da quel giorno non l’ha più visto.

«Era uno scherzo, il biglietto vincente non è mai esistito. L’ho fabbricato io», si è difeso per la prima volta l’altro giorno il 52enne attraverso il suo avvocato. In aula ha testimoniato l’amico della 62enne, confermando di aver assistito al momento in cui è stata scoperta l’incredibile vincita e all’offerta dell’imputato di custodirlo. Dopo la denuncia il tagliando è stato bloccato per 30 anni, non potrà essere incassato, poi sarà carta straccia. «Non mi arrendo, spero ancora di riavere quel biglietto. Se non sarà lui a restituirmelo, saranno i Monopoli a farlo», ha detto ancora la donna.

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