Il Tar Toscana ha respinto – tramite sentenza – il ricorso presentato da una società contro Ministero dell’Interno, Questura di Pisa, Unione Valdera e Comune di Casciana Terme Lari in cui si chiedeva l’annullamento:

a) del provvedimento Cat. 11.E/2019 Div. P.A.S.I. 2^ Sez. del 5 gennaio 2019, notificato in pari data, a firma del Questore della Provincia di Pisa, con il quale si dispone il rigetto dell’istanza di cui all’art. 88 T.U.L.P.S. per l’esercizio della raccolta delle scommesse;

b) del Regolamento per l’esercizio del gioco lecito, approvato con deliberazione del Consiglio dell’Unione Valdera n. 20 del 26 novembre 2018, pubblicata sull’Albo pretorio dal 29 novembre 2018 al 14 dicembre 2018, richiamato per relationem nel provvedimento di rigetto sub a);

c) di ogni altro atto e provvedimento ad essi presupposto e conseguente, ancorché incognito, ivi compresa la nota prot. n. 70882/2018 del 19 dicembre 2018 dell’Unione Valdera, allo stato incognita ma richiamata per relationem nel provvedimento di rigetto sub a);

nonché per la condanna della Questura di Pisa al rilascio dell’autorizzazione richiesta dalla ricorrente, ai sensi dell’art. 88 T.U.L.P.S., in data 26 ottobre 2018.

Nell’atto introduttivo del giudizio la società ricorrente espone di aver presentato in data 26 ottobre 2018 alla Questura di Pisa un’istanza ai sensi dell’art. 88 T.U.L.P.S. finalizzata all’esercizio dell’attività di raccolta delle scommesse presso i locali posti nel Comune di Casciana Lari ed evidenzia quindi che la suddetta istanza è stata respinta dalla Questura di Pisa, sul rilievo che i locali, ove la richiedente intenderebbe esercitare l’attività in oggetto, non rispettano la distanza minima di 500 m. dai luoghi sensibili, in particolare giardini pubblici e attività di B&B, indicati dal regolamento dell’Unione Valdera.

La società ricorrente impugna il provvedimento di rigetto, in uno con il regolamento dell’Unione Valdera n. 20 del 2018, articolando nei loro confronti le seguenti censure:

– con il primo motivo evidenza che nell’atto gravato non è indicato con esattezza a quali luoghi sensibili ci si riferisca e come sia stata effettuata la misurazione, che richiede l’utilizzo del percorso a piedi più breve, ai sensi dell’art. 190 Codice della strada; d’altra parte la ricorrente contesta il mancato rispetto delle distanze di legge e chiede comunque lo svolgimento di verificazione;

– con il secondo motivo contesta il regolamento locale dove, all’art. 8, comma 4, individua come luoghi sensibili i “giardini pubblici” e le “strutture turistico-ricettive extralberghiere”;

– con il terzo motivo nega che si sia in presenza di una nuova apertura cui si applicano i limiti suddetti, stante il fatto che la detta attività era già esercitata.

Il Ministero dell’Interno, la Questura di Pisa e l’Unione Valdera si sono costituiti in giudizio per resistere al ricorso. In particolare l’Unione Valdera, in punto di fatto, ha chiarito che, sulla base di sopralluogo avvenuto in data 14 dicembre 2018, gli agenti della Polizia locale hanno riscontrato che il locale all’interno del quale (…) intende realizzare il punto scommesse, dista 300 m dai giardini pubblici posti in via Livornese Est località Turchia e 450 m dall’agriturismo B&B Tuscany Country, con sede alla via Livornese Est n. 293, accertamento che è stato effettuato dalla pattuglia con l’ausilio del contachilometri del veicolo in dotazione;

4 – Con ordinanza n. 179 del 2019 la Sezione respingeva la domanda incidentale di sospensione articolata in ricorso e disponeva anche lo svolgimento di adempimenti istruttori da parte delle resistenti.

5 – Con ordinanza collegiale n. 1352 del 2019 la Sezione disponeva lo svolgimento di verificazione affidata alla Polizia Provinciale di Pisa volta ad accertare, sulla base della documentazione agli atti del giudizio, e di altri atti eventualmente da acquisire presso l’Amministrazione comunale di Casciana Terme Lari, ed anche sulla base della verifica sul posto dei luoghi oggetto di causa, la distanza, per la via pedonale più breve tra il luogo in cui la società ricorrente vuole aprire il punto sommesse (in Comune di Casciana Lari, via Livornese Est n. 223/a), avendo a riferimento l’ingresso alla sede, e il giardino pubblico individuato dall’Amministrazione come luogo sensibile (via Livornese Est località Turchia), avendo a riferimento il cancello di ingresso. La Polizia Provinciale di Pisa eseguiva la disposta verificazione accertando che la richiesta distanza misura m. 365.

6 – Chiamata la causa alla pubblica udienza del giorno 25 febbraio 2020 e sentiti i difensori comparsi, come da verbale, la stessa è stata trattenuta dal Collegio per la decisione.

7 – Con il primo mezzo parte ricorrente contesta la sussistenza del requisito fattuale sulla cui base è stata respinta l’istanza presentata (distanza di meno di 500 m. da luogo sensibile).

Per il Tar: “La censura è infondata. È sul punto sufficiente evidenziare quanto segue:

– la legge regionale n. 57 del 2013 vieta, all’art. 4, “l’apertura di centri di scommesse, di spazi per il gioco con vincita in denaro, nonché la nuova installazione di apparecchi per il gioco lecito all’interno dei centri e degli spazi medesimi, situati ad una distanza inferiore a 500 metri, misurata in base al percorso pedonale più breve” da una serie di luoghi sensibili indicati dallo stesso art. 4;

– l’art. 4, comma 3, della legge n. 57 cit. prevede altresì che “i comuni possono individuare altri luoghi sensibili soggetti alla disciplina del comma 1, tenuto conto dell’impatto degli stessi sul contesto urbano e sulla sicurezza urbana, nonché dei problemi connessi con la viabilità, l’inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica”;

– l’Amministrazione locale resistente, con proprio regolamento, ha individuato come luoghi sensibili i “giardini pubblici” e le “strutture turistico-ricettive extralberghiere”;

– la Polizia municipale, nel corso dell’istruttoria amministrativa, aveva calcolato che l’apertura oggetto dell’istanza non rispettava la distanza minima di 500 m. dai giardini pubblici posti in via Livornese Est località Turchia e dall’agriturismo B&B Tuscany Country, con sede alla via Livornese Est n. 293, ma parte ricorrente ha contestato le relative misurazioni, chiedendo lo svolgimento di verificazione;

– il Collegio ha proceduto a svolgere istruttoria, richiedendo alla Polizia Provinciale di Pisa di effettuare la misurazione, secondo i criteri di legge, della distanza dall’attività di cui si chiede l’apertura e il giardino pubblico posto in località Turchia; la verificazione ha portato la risultato secondo cui la detta distanza ammonta a m. 365;

– è evidente che il mancato rispetto della distanza di legge dal suddetto luogo sensibile (“giardini pubblici”) esonera dalla verifica della distanza dall’altro luogo sensibile indicato nel provvedimento gravato;

– c’è da aggiungere che in sede di scritti finali parte ricorrente ha contestato che, quello preso indicato dall’Amministrazione, possa qualificarsi come “giardino pubblico” ai fini della disciplina in esame, stante la mancanza di strutture adeguate a tal fine; il Collegio non può tuttavia che evidenziare che dal materiale fotografico versato in atti risulta che siamo in presenza di un luogo verde, dotato di panchine e cestino, rialzato rispetto alla strada e con destinazione urbanistica a verde pubblico, come da attestazione comunale versata in giudizio.

8 – Con il secondo mezzo parte ricorrente contesta il regolamento locale laddove lo stesso individua come luoghi sensibili i “giardini pubblici” e le “strutture turistico-ricettive extralberghiere”.

La censura è infondata nei sensi di seguito esposti.

Come già evidenziato l’art. 4, comma 3, della legge n. 57 cit. prevede che “i comuni possono individuare altri luoghi sensibili soggetti alla disciplina del comma 1, tenuto conto dell’impatto degli stessi sul contesto urbano e sulla sicurezza urbana, nonché dei problemi connessi con la viabilità, l’inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica”. Ritiene il Collegio che la individuazione come luogo sensibile, ai sensi della norma citata, dei “giardini pubblici” sia del tutto legittima e immune da censure, trattandosi di luoghi di aggregazione, frequentati da molte persone e in specie da giovani ed anziani, rispetto ai quali quindi si pone come particolarmente cogente il tema della sicurezza urbana. Si può ritenere assorbita la censura riferita alle strutture urbanistico ricettive.

9 – Con il terzo mezzo parte ricorrente contesta che si sia in presenza di una nuova apertura cui si applicano i limiti di legge, stante il fatto che l’attività oggetto di istanza risultava già esercitata e accessoria ad altra attività.

La censura è infondata.

Dalla documentazione versata in atti risulta che l’istanza è stata presentata con riferimento al civico 223/a di via Livornese Est, rispetto al quale si tratta di nuova apertura di un punto scommesse correlato all’attività di somministrazione e bar; distinto quindi dalle attività che si svolgono ai numeri civici contigui, cui risulta conseguentemente applicabile la disciplina di cui agli atti gravati, a niente rilevando che si tratti di attività accessoria ad attività di somministrazione e non esclusiva.

10 – Alla luce delle considerazioni che precedono il ricorso deve essere respinto, la complessità dei fatti giustificando tuttavia la compensazione delle spese di giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, Sezione Seconda, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Spese compensate”.