L’ipotetica chiusura dell’esercizio abituale non rappresenta un ostacolo rispetto al continuare a giocare, la consuetudine, oramai familiare, del giocatore non sembra contemplare la rinuncia al proprio momento di svago. E’ quanto emerge da uno studio condotto sul territorio italiano da BVA-Doxa

Dallo studio BVA-Doxa sugli effetti del distanziometro e dei limiti orari sul comportamento dei giocatori, presentata nel corso di una tavola rotonda che ha coinvolto esponenti delle istituzioni ed esperti del settore del gioco pubblico, emerge che il 65% degli intervistati, se chiudesse il luogo di gioco abituale, si sposterebbe in un altro punto vendita, andrebbe da qualche altra parte per giocare sempre allo stesso gioco, da qualche altra parte cambiando gioco o da qualche altra parte rimanendo nelle vicinanze.

Il 29% giocherebbe allo stesso gioco tramite il sito on-line, riattiverebbe il suo conto gioco per giocare on-line e giocherebbe di più a quel gioco.

L’eventualità di una ipotetica chiusura dell’esercizio abituale non rappresenta quindi un ostacolo verso il continuare a giocare. L’alternativa è quella di spostarsi altrove. Le abitudini dei giocatori: legati ad un luogo specifico pur avendo delle locations alternative. Il legame con il luogo da gioco: game experience ma anche connotazione socializzante ed aggregativa.

Immediatezza ed accessibilità che la fruizione on-line mette a disposizione dei suoi utenti. La comodità di giocare da casa ed in momenti qualsiasi della giornata, e la versatilità dell’on-line: in-home oppure in mobilità con diversi trumenti sono tra le ragioni che spingerebbe al gioco online. Lo spostamento fisico per arrivare nella location è un tempo che a questo punto viene completamente delegato all’esperienza di gioco. Senza contare poi la massimizzazione del livello di privacy offerta appunto dall’on-line.

Del 65% degli intervistati che hanno risposto al quesito su cosa farebbero se chiudesse il punto di gioco dove si recano abitualmente per il 69% sono giocatori delle Scommesse sportive, il 65% giocatori delle Slot Machine e il 61% giocatori delle VLT.

Il 29% degli intervistati come abbiamo visto ha risposto che se chiudesse il luogo di gioco abituale giocherebbe online. Il 30% sono giocatori delle Scommesse sportive, il 20% giocatori delle Slot Machine e il 25% giocatori delle VLT.

Se chiudesse il luogo di gioco abituale, secondo l’indagine DOXA, smetterebbe di giocare al quel gioco, ovvero non giocherei più spesso perché non ci sono altri posti vicino ovvero farebbe altro o giocherebbe ad altre categorie di gioco. Una vera problematica piuttosto condivisa da coloro che, per scelta, prediligono giocare lontani dalla propria abitazione e quindi si trovano a frequentare sale in una zona limitrofa al lavoro o lungo la strada. Per alcuni giocatori una reale alternativa che conservi le caratteristiche della precedente non esiste, né sembra contemplabile lo spostamento verso altro luogo più vicino a casa. L’adrenalina ed il piacere per il gioco verranno quindi ridistribuite verso altre modalità e tipologie di giochi con vincite in denaro.

L’impatto dei limiti orari

Per il 44% degli intervistati l’introduzione di limiti orari, ovvero fasce orarie entro le quali è consentito giocare non Impatterebbe per nulla sulla frequenza e sulla spesa del modo abituale di giocare. Il 26% ritiene che impatterebbe poco sulla frequenza e spesa del modo abituale di giocare, il 23 % pensa che impatterebbe in parte sulla frequenza e spesa del modo abituale di giocare e il 7%, infine, crede che impatterebbe del tutto sulla frequenza e spesa del modo abituale di giocare.

Il gioco è divertimento

Ma, oltre il tema della distanza, quello che chiedono a gran voce i giocatori, laddove intervistati attraverso tecniche in profondità, è che i media vengano sensibilizzati verso un maggior rispetto di chi gioca per divertirsi, per puro intrattenimento e svago, che sono – come ben emerge dai dati della ricerca – la stragrande maggioranza di chi gioca. Il gioco, emerge dalla ricerca, è sopratutto divertimento.