Il Consiglio di Stato ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro Ministero dell’Interno e Questura di Avellino in cui si chiedeva la riforma della sentenza n. -OMISSIS- del -OMISSIS- del Tribunale amministrativo regionale per la Campania, sezione staccata di Salerno, sez. I, resa tra le parti, concernente la revoca della licenza per sala giochi nei confronti di -OMISSIS-.

Per il Consiglio di Stato: “Ritenuto, sul piano del fumus boni iuris, che l’istanza di sospensione non è assistita da prognosi favorevole circa la fondatezza dei motivi qui proposti, che non elidono la gravità delle plurime contestazioni mosse a -OMISSIS- e l’assenza di una condotta irreprensibile anzitutto nell’uso del titolo rilasciatogli; considerato altresì, sul piano del periculum in mora, che è prevalente in questa fase l’interesse pubblico ad evitare che l’utilizzo della licenza già rilasciata per la raccolta di giochi pubblici si presti a possibili abusi o ad ulteriori violazioni, oltre a quelle, già contestate, che lasciano dubitare fondatamente dell’affidabilità nella gestione del pubblico esercizio; ritenuto che le spese della presente fase, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza dell’odierna appellante;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) respinge l’istanza cautelare di -OMISSIS-. Condanna -OMISSIS- a rifondere in favore del Ministero dell’Interno le spese della presente fase cautelare, che liquida nell’importo di € 2.000,00, oltre gli accessori come per legge”.