Il Tar Calabria ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso contro Agenzia Dogane e Monopoli Calabria, Agenzia delle Dogane, Ministero dell’Economia e delle Finanze in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento di revoca immediata della concessione di ricevitoria del gioco del lotto in Spezzano della Sila (CS) con contestuale incameramento del deposito cauzionale di euro 3.000,00 costituito a garanzia dell’anzidetto contratto di ricevitoria del lotto, notificato in data 26/2/2020 e per il risarcimento dei danni subiti e subendi in dipendenza dell’illegittimo provvedimento di revoca della concessione di raccolta delle giocate dalla data di notificazione del provvedimento impugnato all’effettivo soddisfo.

Per il Tar: “Ritenuto prima facie insussistente il fumus boni iuris avuto riguardo al fatto che: sostiene l’odierno ricorrente di aver posto in essere, nel periodo oggetto di contestazione, una ristrutturazione (peraltro non formalmente comunicata o autorizzata) dei locali ove è ubicata ricevitoria e rivendita di monopoli, con parziale apertura della rivendita durante il periodo nel quale risultano non effettuati incassi per la ricevitoria del lotto, ma di non aver chiuso la ricevitoria, dipendendo l’assenza di introiti esclusivamente dalla scelta degli avventori che preferivano non giocare in presenza di residui di calcinacci e comunque di un’attività di ristrutturazione edilizia in loco; la rivendita, cui la ricevitoria è annessa, risulta gestita con continuità ed i prelevamenti di generi di monopolio sono stati effettuati con regolarità, come evidenzia anche lo stesso ricorrente con documentazione agli atti; per quanto concerne la ricevitoria del lotto si rileva, invece, un flusso, variabile ma comunque positivo, fino alla data contabile del 20.8.2019 e poi dal 26.11.2019 mentre nel periodo intermedio tra tali due periodi un flusso costante pari a zero; da una disamina sommaria degli atti propria della presente fase cautelare e fermi restando gli approfondimenti propri della fase di merito, residuano consistenti dubbi sulla verosimiglianza di tali argomentazioni; in particolare, non appare verosimile – alla luce di un canone di ragionevole probabilità con riferimento alla connessione degli accadimenti, la cui normale sequenza e ricorrenza può verificarsi secondo regole di esperienza, basate sull'”id quod plerumque accidit” – che, in presenza di calcinacci e di una ristrutturazione in corso, i clienti fossero propensi ad accedere ai locali per effettuare acquisti di generi di monopolio presso la rivendita ma non anche per effettuare giocate presso la ricevitoria del lotto; per tale motivo non appaiono prima facie irragionevoli le deduzioni dell’amministrazione in ordine alla sussistenza di un’effettiva chiusura non autorizzata quanto all’attività delle giocate della ricevitoria;

Ritenuto pertanto di rigettare l’istanza cautelare;

Ritenuto infine, che le spese della presente fase cautelare seguano la soccombenza;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima), respinge l’istanza cautelare.

Condanna al pagamento delle spese della presente fase cautelare, che liquida in complessive euro 600,00, oltre IVA ed accessori di legge”.