Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) ha accolto – tramite sentenza – il ricorso presentato contro Ministero dell’Economia e delle Finanze, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Monopoli di Stato – Ufficio Regionale Lombardia – Milano in cui si chiedeva l’annullamento del provvedimento prot. n. 62670 del 10 giugno 2019 di revoca della ricevitoria lotto n. (…) sita in Gussola (CR), per quattro tardivi versamenti superiori a tre giorni lavorativi e di importo pari o superiore ai versamenti medi settimanali, nonché di ogni atto presupposto e conseguente.

Si legge: “Il ricorso è fondato in relazione al profilo assorbente dedotto con il primo motivo ossia la violazione dell’art. 8 bis della l. 24 dicembre 1981 n.689, nell’interpretazione datane dalle circolari AAMS 26 gennaio 2005 prot. n.2005/4132/COALTT e Agenzia delle dogane e monopoli – ADM 18 maggio 2016 prot. n. 47845, nel senso che le violazioni consecutive dovrebbero essere considerate come una sola.

Con il provvedimento impugnato, l’Amministrazione ha, infatti, contestato al ricorrente la tardività di quattro versamenti relativi alle seguenti settimane contabili: 15.05.2018, 6.11.2018, 20.11.2018 27.11.2018 in virtù di quanto disposto dall’articolo 2 del contratto di concessione che prevede la revoca nel caso in cui si verifichino “più di tre ritardi rilevanti nell’ultimo biennio superiori alla media del biennio ed un quarto verificatosi entro i sei mesi dal terzo”.

Con la nota della Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato del 2005 e con la circolare Agenzia Dogane Monopoli del 18 maggio 2016 si è statuito che: “qualora i ritardi nei versamenti dei proventi del gioco del lotto effettuati dai ricevitori siano consecutivi.. i ritardi in parola potranno essere considerati come unica violazione”. Sul punto la giurisprudenza ha precisato che: “alla luce della struttura discrezionale della previsione dell’art. 34 della L. 22 dicembre 1957 n. 1293 (che si limita a prevedere la possibilità per l’Amministrazione dei Monopoli di Stato di revocare la concessione senza prevedere alcuna automaticità) e del principio generale di unicità delle violazioni verificatesi in stretta contiguità temporale che oggi ha trovato espressione nell’art. 8-bis della L 689 del 1981, l’Amministrazione aveva l’obbligo di considerare la stretta contiguità temporale delle violazioni degli obblighi di versamento verificatesi ….che in questa prospettiva doveva altresì trovare considerazione la sostanziale unicità delle violazioni…” (cfr. Tar Puglia Lecce sez. I n. 25.1.2012, n. 124)

Nella fattispecie, dei quattro ritardi contestati al ricorrente, tre si collocano nel mese di novembre 2018, due sono consecutivi (20.11.2018 e 27.11.2018) e un terzo è certamente contiguo agli altri due essendosi verificato appena due settimane prima. L’Amministrazione, pertanto, avrebbero dovuto considerare la collocazione temporale dei ritardi al fine di valutarli unitariamente come una sola violazione.

In tal senso, d’altro canto, si è già orientato, sebbene con la sommarietà che caratterizza la delibazione dei motivi di merito in sede cautelare, il Consiglio di Stato con l’ordinanza cautelare n. 3223 del 5 giugno 2020 che ha sospeso l’efficacia del provvedimento impugnato in questa sede, ritenendo che “l’appello cautelare è fondato quanto al primo motivo, che riveste carattere assorbente: la questione dell’applicabilità alla fattispecie dell’art. 8 bis della l. 689/1981, che porterebbe al cumulo giuridico delle violazioni, e quindi ad escludere che esse siano state commesse nel numero che legittima la revoca”.

Il Collegio ritiene, alla luce delle considerazioni svolte, che in applicazione dell’articolo 8 bis della L. 689/1981, nell’interpretazione datane dalle circolari AAMS 26 gennaio 2005 prot. n.2005/4132/COALTT e Agenzia delle dogane e monopoli – ADM 18 maggio 2016 prot. n. 47845, il provvedimento di revoca impugnato debba essere annullato in quanto nella fattispecie non sussisteva il numero di versamenti tardivi necessario per disporre la revoca della concessione.

13. Alla luce della peculiarità della fattispecie, si ritiene che sussistano i presupposti di legge per disporre la compensazione tra le parti delle spese di giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei termini di cui in motivazione e, per l’effetto, annulla l’atto impugnato.

Spese compensate”.