Per Jaldung, presidente dell’associazione Europea dei Casinò, ha partecipato oggi alla conferenza Responsibility in gaming che si sta svolgendo a Bruxelles illustrando l’esperienza dell’industria delle case da gioco e le loro politiche in fatto di gioco resposabile e tutela del giocatore.

“Le case da gioco sono obbligati al rispetto di una serie di disposizioni grazie alle quali hanno costruito, nel tempo, la loro buona reputazione. Pensiamo alla regstrazione del cliente”, ha detto Per Jaldung parlando ad una platea di operatori ed esperti del settore riuniti a Bruxelles per confrontarsi sulle politiche esoluzioni per la promozione del gioco resposabile. “I possibili rischi legati all’azzardo sono nell’agenda di ogni nostra riunione- ha detto Jaldung. Alla domanda se sia importante distingure tra gaming e gambling quando si parla dell’offerta dei casinò, Jaldung ha detto che è una delle questioni su cui l’associaizone si è confrontata. “Abbiamo deciso di usare gambling, anche se il termine gaming è più soft, perchè lo associamo all’aggettivo responsabile. E’ un modo per garantire una forma di allert ai clienti, ‘e’ gambling, fai attenzione’. ‘Come gestori di casinò abbiamo un duty of care e come associazione cerchiamo di promuovere ogni forma di controllo. Diamo informazioni ai clienti, e questa è una forma di gioco resposabile. Lo abbiamo sempre fatto, perchè lo consideriamo da sempre alla base della relazione umana. Se il giocatore ha perso gli consigliamo di prendersi una pausa, non gli dici certo ‘vai a bere e torna a giocare’. Circa le soluzioni introdotte o annunciate come forma di controllo e tracciabilità delle giocate per Jaldung si tratta di misure che nei casinò sono, in molti casi, già state adottate. “E’ sbagliato pensare che i casinò vigliano solo massimizzare il profitto” ha aggiunto il presidente dell’associazione ECA “la nostra priorità è che i visitatori tornino, per questo cerchiamo di conoscerli, di capire cosa vogliono. Se la regolamentazione è eccessivamente rigida i casinò potrebbero rischiare di uscire dal mercato. Si finirebbe per perdere il contatto con il cliente, la sua conoscenza, a vantaggio degli operatori illegali, online o meno, che al contrario di noi li spinge a giocare. Con il risultato opposto a quello che ci si prefigge”. “Per il futuro continueremo a sostenere la necessità di un approccio ‘umano’ verso il cliente. La tecnologia può aiutarci, anche se non può essere considerata la soluzione di tutti i mali”, ha concluso Jaldung. dal nostro inviato a Bruxelles NB