Il Consiglio di Stato ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro il Comune di Reggio Emilia, in cui si chiedeva la riforma dell’ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna sezione staccata di Parma (Sezione Prima) n. 00079/2020, resa tra le parti, concernente l’annullamento: dell’ordinanza dirigenziale R.U.O. 31 del 15.01.2020 – Sportello Unità Produttive ed Edilizia, avente ad oggetto la chiusura sala gioco/scommesse sita in (…); comunicazione di avvio del procedimento di cessazione dell’attività, ai sensi dell’art. 7 della Legge n. 241/1990 PG n. 71871/2019, con la quale si comunicava che entro sei mesi dalla data di notifica della stessa, l’attività doveva cessare e che in caso di inottemperanza, l’Amministrazione avrebbe adottato provvedimento di chiusura; di ogni altro atto antecedente, preparatorio, preordinato, presupposto e/o conseguente, anche infra procedimentale, ancorché non conosciuto, comunque lesivo della sfera della ricorrente.

Si legge: “Rilevato che l’appello cautelare non appare assistito da sufficienti elementi di fondatezza, apparendo prima facie condivisibili le motivazioni dell’ordinanza cautelare impugnata;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), respinge l’appello (Ricorso numero: 7897/2020). Compensa tra le parti le spese della presente fase cautelare”.