Ecco come ogni anno il Rapporto Coop 2020 su “Economia, consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani” redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione scientifica di Nomisma. L’edizione 2020 del Rapporto è tutta orientata a descrivere la situazione della nuova realtà che ci attende quando la pandemia sarà conclusa.

In attesa che il Recovery Fund si concretizzi e benchè confortati dagli ammortizzatori sociali già messi in campo dal Governo, gli italiani si rivelano essere ancora oggi i più pessimisti d’Europa e in effetti insieme agli spagnoli registrano il più ampio peggioramento delle proprie condizioni di vita rispetto al 2019 (e non sembra andare meglio se le ultime previsioni confermano un recupero nel 2021 solo della metà dei posti di lavoro che perderemo nel 2020).

Gli effetti del Covid non stanno riguardando solo l’aspetto sanitario, il drastico impatto sull’economia e sulla vita quotidiana delle famiglie. La Rete ha giocato sicuramente un ruolo importante. Nel corso del lockdown il numero di 14-20enni iperconnessi e a rischio hikiko-mori è passato da 285mila (gennaio 2020) a 1 milione (+250% in quarantena); tra marzo e giugno 2020 – rispetto allo stesso periodo del 2019 – sono cresciute del 119% le chiamate all’1522, numero antiviolenza di genere; in aumento anche le vendite di alcolici e superalcolici (in parte spinti anche dalla riduzione dei consumi fuori casa) e i volumi di gioco in scommesse online.

Il Rapporto Coop, purtroppo, inserisce questo elemento dell’analisi tra quelli che definisce disagi. Così l’incremento delle attività di gioco da remoto (non sappiamo se attraverso operatori legali e illegali) viene affiancato a quello della vendita e consumo di alcolici. In questo caso l’incremento registrato è del 180%.

Ancora una volta una occasione mancata per fornire, sulla attività di gioco, una analisi chiara e obiettiva.