Martedì 3 novembre il personale della Squadra Mobile della Questura di Bergamo, con la collaborazione del personale del Commissariato di Formia (LT), ha tratto in arresto due pregiudicati e con precedenti di polizia quali autori della rapina in una sala giochi avvenuta la notte del 6 agosto scorso.

Alle ore 2.30 circa di quella notte, un uomo, travisato da un casco da motociclista, occhiali da sole e da una mascherina anti-Covid, è entrato nella sala-giochi e, puntando una pistola alla cassiera, l’ha obbligata ad aprire la cassaforte, impossessandosi della somma di 1.161 euro, per darsi poi alla fuga.

Gli uomini della sezione “Antirapine”, grazie all’analisi dei filmati interni ed esterni alla sala-giochi in questione, alle dichiarazioni dei presenti e al modus operandi del rapinatore, hanno ipotizzato che lo stesso potesse essere un assiduo frequentatore dell’esercizio commerciale.

Grazie a questa intuizione, l’ulteriore attività di indagine, sfociata nella perquisizione dell’abitazione del pregiudicato, ha permesso di rinvenire il casco, la pistola revolver, rivelatasi poi giocattolo, e gli abiti utilizzati per la commissione del reato. È emerso che si era intrattenuto quella notte all’interno della sala giochi fino a poche ore prima della rapina, giocando ai video-games, per poi allontanarsi, cambiarsi d’abito e, con pistola, casco e mascherina, compiere il colpo.

La successiva attività info-investigativa ha consentito di appurare che l’uomo era giunto sul luogo in compagnia di un complice alla guida di una Seat Leon il quale, lo ha atteso e poi gli ha fatto da autista.

Nell’autovettura in questione, ritrovata dagli uomini della Squadra Mobile nei pressi di un’officina bergamasca, sono stati rinvenuti gli occhiali da sole e la mascherina anti-covid, utilizzate dall’uomo nel corso della rapina.

La stessa auto è risultata nella disponibilità dell’altro che, da accertamenti, si è intrattenuto nella serata del 6 agosto nella sala-giochi proprio in compagnia del primo arrestato, con cui tra l’altro risultano essere intercorsi contatti telefonici poche ore prima della rapina.

Le risultanze investigative sono state pienamente sposate dall’Autorità giudiziaria e il G.I.P. del Tribunale di Bergamo ha emesso apposita ordinanza di custodia cautelare in carcere, a cui gli Agenti hanno dato esecuzione la mattina di martedì, rintracciando uno nella propria abitazione e l’altro in provincia di Latina, dove lo stesso si era intanto trasferito.