Agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Pachino (SR) hanno eseguito, nella giornata di ieri, un’ordinanza di custodia cautelare, in regime di arresti domiciliari, nei confronti di due giovani, entrambi di Pachino, emessa dal Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Siracusa.

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L’ordinanza di applicazione della misura cautelare giungeva all’epilogo di una delicata attività investigativa condotta da personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Pachino, a seguito della rapina avvenuta in data 11 gennaio 2019, ai danni di un centro scommesse. In particolare, la sera dell’11 gennaio, uno dei due arrestati, con il volto travisato dal cappuccio della giacca e armato di coltello, si è introdotto all’interno del centro scommesse e, dietro minaccia, si è fatto consegnare la somma di 600 euro in contanti, mentre il complice è rimasto davanti l’ingresso, come “palo”.

Dopo aver guadagnato il bottino, i due malviventi si sono dati alla fuga attraverso le stradine che circondano l’esercizio commerciale, facendo perdere le proprie tracce. Le indagini avviate dagli investigatori del Commissariato di Pachino, condotte dalla Vice Questore Malandrino e coordinate dalla Procura della Repubblica di Siracusa, hanno portato ad individuare i responsabili della rapina.

In particolare, sebbene inizialmente era stata seguita un’altra pista investigativa, l’acquisizione di numerose immagini fornite dagli impianti di videosorveglianza privata consentivano di concentrare le investigazioni sugli effettivi autori materiali del reato che venivano immortalati da più telecamere lungo il tragitto.

Nello specifico, venivano ripresi sia nelle fasi antecedenti alla rapina, quando giungevano a bordo di un’auto in uso al padre di uno dei due arrestati, ma anche subito dopo il delitto, quando venivano immortalati intenti a correre verso l’abitazione in uso ad uno dei due e, subito dopo, mentre si cambiano di indumenti per evitare di essere individuati.

La ricostruzione, fondata su elementi gravemente indiziari, portava la Procura della Repubblica a richiedere al G.I.P. la misura cautelare eseguita. La misura in argomento giunge in un territorio particolarmente martoriato da fatti analoghi per i quali il personale del Commissariato di Pachino, nel corso dell’anno, ha già assicurato sei soggetti responsabili di rapine.