Nell’ambito del settore delle comunicazioni elettroniche, la Sezione distaccata dell’AGCOM ha monitorato complessivamente 34.819 siti web e spazi virtuali relativi a giochi e scommesse online, rilevando alcuni illeciti.E’ quanto si legge nell’ultimo report dell’Autorità relativamente all’attività svolta nell’ultimo anno, ovvero tra il 1°maggio 2019 e il 30 aprile 2020.

Gli interventi regolamentari e sanzionatori in materia di divieto dipubblicità del gioco a pagamento.

In esito alla consultazione (deliberan. 579/18/CONS), con la quale l’Autorità ha inteso acquisire ogni utile elemento di informazione e valutazione per la migliore attuazione dell’art. 9 del decreto-legge12 luglio 2018, n. 87, recante “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”, convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 96 (c.d. decreto Dignità), sono state approvate le Linee guida di cui alla delibera n.132/19/CONS.

Dal mese di luglio 2019, inoltre, con l’esaurimento della fase transitoria riferita ai “contratti in corso di esecuzione” al momento dell’entrata in vigore del divieto e protratta per il periodo di un anno, la disposizione ha trovato piena ed effettiva applicazione.

Nel periodo di tempo interessato dalla presente relazione ha dunque preso avvio l’effettiva implementazione del divieto introdotto dal legislatore: l’attività di vigilanza ha reso evidenti quelle criticità applicative già prospettate in sede di prima interpretazione. Attraverso le Linee guida l’Autorità ha inteso, entro la cornice primaria di riferimento, fornire principi e regole di carattere generale che consentissero agli operatori del settore di acquisire un orientamento per la corretta interpretazione dell’articolo 9 del decreto. Peraltro, già nella delibera di approvazione delle Linee guida, l’Autorità si riservava di inviare una segnalazione al Governo per evidenziare le criticità riscontrate “[…] stante la natura imperativa delle norme contenute nell’art. 9 del decreto e rilevate, anche a seguito della consultazione svolta, talune specifiche circostanze nelle quali si pongono criticità ai fini di una effettiva ed efficace azione di vigilanza e di contrasto al fenomeno della ludopotia l’Autorità invierà al Governo una segnalazione relativa a tali specifici profili”. Sulla scorta di tale proponimento, nel mese di luglio 2019, anche alla luce degli esiti della consultazione pubblica svolta, nonché sulla base della prima esperienza applicativa, l’Autorità ha indirizzato una segnalazione al Governo, formulando alcune specifiche proposte di intervento, nell’auspicata ipotesi che si intenda procedere ad una riforma organica della materia intesa a superare le perduranti criticità e adassicurare una più efficace tutela del consumatore. La segnalazione si sofferma in particolare sui seguenti profili di particolare rilievo:assicurare la conoscenza e promuovere la consapevolezza del gioco legale; distinguere e colpire selettivamente le attività tipicamente d’azzardo, maggiormente soggette a compulsione e meno controllabili, prevedendo al riguardo norme più stringenti non solo per la pubblicità; adottare una strategia multilivello per un contrasto più efficace del gioco di azzardo, anche attraverso l’introduzione di meccanismi di identificazione e di limitazione delle perdite, per la generalità delle piattaforme di gioco, ma segnatamente per il gambling machine per il quale si propone l’adozione di una disciplina ad hoc; incentivare campagne di informazione sui rischi connessi al gioco e sui supporti medico-terapeutici disponibili; dettare regole differenziate che consentano, nel rispetto del principio di neutralità tecnologica, di tener conto delle specifi-cità delle diverse piattaforme trasmissive; chiarire e modulare il presidio sanzionatorio in ragione della “pericolosità” in concreto della condotta rilevata. Quanto all’attività di vigilanza esanzionatoria, sono stati avviati cinque procedimenti, di cui 4 ancora in corso e uno conclusosi. Sono state inoltre adottate otto determine di archiviazione in via amministrativa in relazione a fattispecie segnalate da organi di polizia o da terzi per le quali si è ritenuto non fossero integrati gli estremi della violazione. Infine, gli uffici hanno dato riscontro a richieste di chiarimenti pervenute allo scopo di contribuire ad una applicazione efficace e non contraddittoria della normativa di riferimento”.