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Tutti assolti per non avere commesso il fatto o perché non costituisce reato. Il giudice Giuseppe Miceli, presidente del collegio di giudici, ha assolto 31 persone rimaste coinvolte in seguito all’operazione “Totem” – scattata nel 2013 – quando la Procura di Agrigento fece luce su un presunto giro di apparecchi e slot machines clandestine “piazzate” in diversi locali della provincia di Agrigento.

Le indagini, dirette dal Pubblico Ministero dr.ssa Antonella Pandolfi e coordinate dal Proc. Aggiunto dr. Ignazio Fonzo della Procura della Repubblica di Agrigento, sono state svolte dai militari della Compagnia del capoluogo a partire dai primi mesi del 2010, e si erano concluse con la notifica di 7 obblighi di dimora e 2 obblighi di firma nei confronti di altrettanti indagati, nonché con l’esecuzione di sequestri nei confronti di circa 90 esercizi commerciali .

Nello specifico, le misure cautelari eseguite avevano riguardato 9 cittadini del licatese (obblighi di dimora e di firma) e circa 90 esercizi pubblici (sequestri) ubicati prevalentemente in provincia di Agrigento, tranne una quindicina siti nelle province di Palermo, Catania, Trapani e Caltanissetta; nel complesso, sono stati impegnati oltre un centinaio di fiamme gialle. Le complesse attività di indagine avevano portato a contestare la presenza di sistemi di frode, attraverso i quali venivano sottratte a tassazione ingenti somme di denaro relative a giocate effettuate con i cd. “Totem”. Per gli inquirenti gli apparecchi erano stati fraudolentemente dotati di connessione ad internet nonché di un lettore di banconote e di smart-card, proprio allo scopo di consentire la raccolta di scommesse clandestine ed il gioco d’azzardo on-line.

A distanza di cinque anni tutta la vicenda si chiude con l’assoluzione di 31 indagati.

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