Avvisi della Questura con conseguente chiusura per una sala scommesse a Pordenone. «Licenza revocata ex articolo 9 e 10 del Tulps», si legge. È la seconda volta che l’attività chiude i battenti. Già il 5 marzo la Questura aveva disposto la revoca della licenza di esercizio, motivandola con l’accertamento, all’interno dei locali, della presenza di sei minorenni (trovati dalla polizia locale).

Il titolare – si legge sul Messaggero Veneto – aveva «dichiarato agli agenti accertatori che i giovani erano abituali frequentatori della sala scommesse, in quanto egli riteneva fossero maggiorenni», ha scritto il Tar nella sentenza con la quale il 17 luglio ha poi annullato la revoca, obiettando che mancava l’intervento da parte dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato.

I giudici hanno peraltro ricordato nella sentenza come il centro scommesse fosse recidivo, essendo già incorso nella medesima violazione il 3 ottobre 2018 (all’epoca la sala era rimasta chiusa per 10 giorni) e come «il gestore non avesse effettuato alcuna verifica» sull’età dei sei ragazzi.

Stavolta si è mossa pure l’Agenzia delle dogane e dei monopoli di Stato, ravvisando come fossero venuti meno i requisiti per la prosecuzione dell’attività. Dopo aver ricevuto la comunicazione dall’Agenzia, la Questura ha provveduto alla revoca della licenza di esercizio delle scommesse.