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Sarà stato per l’orario (l’audizione era stata fissata per le ore 13.00) fatto sta che nell’aula del Consiglio Regionale messa a disposizione per l’incontro tra le delegazione dei lavori del gioco lecito e i membri del Consiglio, quest’ultimi hanno deciso di partecipare in numero ridotto. 

“Il gruppo di consiglieri che ci ha ricevuto in rappresentanza del Consiglio era ridotto al minimo, debbiamo registrare che sono stati anche piuttosto sbrigativi” commenta qualcuno a margine dell’incontro ” Tanto è vero che non abbiamo potuto parlare tutti e soprattutto dire quello che avremmo voluto. Ci dispiace. E’ stata comunque l’occasione per rappresentare e esporre i nostri timori e il malumore per la situazione di incertezza che stiamo vivendo’.

‘ Abbiamo consegnato ai presenti un elenco di firme di chi ha già perso il lavoro a seguito dell’entrata in vigore del regolamento e di quelli che lo perderanno da qui al prossimo maggio’ spiega un rappresentante del comintato, Fabio Bodini “Si tratta di 130 persone già senza lavoro e di altre 1.300 che rischiano di perderlo”.

Lo stesso Bodini ha rivolto al presidente Boeti e agli altri consiglieri presenti una domanda : “Se non si riuscisse a trovare una soluzione immediata, visto che alcune aziende hanno già chiuso e altre faranno presto lo stesso, chi si assume la responsabilità del fallimento di tanti piccoli imprenditori e delle famiglie che rimarranno senza reddito?”

“A questa domanda mi aspetto una risposta, da qui a breve” ha detto Bodini all’uscita dall’audizione.

“Una situazione drammatica, molti di noi hanno già paerso il lavoro. Molti sono a part-time.Tantissimi da qui a maggio saranno senza lavoro. Nessuno ci ha tutelato così abbiamo dovuto mobilitarci da soli. Anche attraverso un gruppo facebook che in dieci giorni ha raggruppato oltre 4300 persone. Stiamo mettendo insieme tantissimi lavoratori di tutta Italia, perchè questo problema non è circostritto a questa Regione. Noi ci sentiamo cittadini italiani, chiediamo solo di poter lavorare. In Piemonte stanno rischiando il posto quasi 2000 persone. Sono famiglie, gente che andrà chiedere sussidi allo Stato. Aspettiamo una risposta dal Consiglio, chiediamo che la legge regionale non abbia effetti retroattivi. Da oggi si cambia, quello che era prima resta così com’è”. E’ quanto ha dichiarato Mara Pasquale, rappresentante del comitato dei lavoratori del gioco lecito che oggi sono stati auditi dal Consiglio regionale del Piemonte.

 

 

 

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